La prima reazione è… lo stupore!

8 Novembre 2021

Piccoli scienziati della Prima all’opera!

La prima classe della Scuola Primaria può essere raccontata in tanti modi, ma l’aspetto che noi maestre stiamo apprezzando di più è l’entusiasmo che questi piccoli studenti mettono in quello che facciamo insieme: i bambini sono naturalmente curiosi e aperti alla realtà che li circonda, ogni occasione è una scoperta.

Per noi maestre questa curiosità è una risorsa preziosissima perché predispone gli alunni ad apprendere anche quei contenuti che non sono immediatamente né semplici né affascinanti. Del resto, già san Gregorio di Nissa, nel IV secolo, lo scrisse, “solo lo stupore conosce”: solo lo stupore apre il cuore e permette alla mente di guardare alla realtà tutta intera, così che le mani possano mettersi all’opera, esplorare, costruire, in linea con ciò che la pedagogia ignaziana propone. 

Per un bimbo di sei anni, tutto è esplorazione, tutto può diventare occasione di imparare, meglio ancora se insieme agli altri.

Così, venerdì scorso abbiamo deciso di avviare lo studio delle scienze, ponendo ai bambini domande difficili, come cos’è la scienza? di cosa si occupa? cosa fa uno scienziato? e introducendo il lessico specifico della disciplina (se possono pronunciare “triceratopo” o “velociraptor” possono imparare qualsiasi vocabolo…).

Pronti a scoprire cosa succederà!

Abbiamo scoperto che gli scienziati non fanno “pozioni”, ma ricerche, esperimenti, reazioni chimiche; che non ci sono “ingredienti” ma “reagenti”. Insieme ci siamo messi a esplorare i materiali predisposti per la realizzazione di una piccola reazione chimica: bicchieri, cucchiaini, sapone, tempera, bicarbonato di sodio, aceto. Mentre la maestra pone domande – che odore hanno? che consistenza? messi insieme, cosa si ottiene? che previsioni possiamo fare? – i bambini autonomamente saggiano i reagenti e fanno le loro riflessioni, confrontandosi e formulando ipotesi, proprio come piccoli scienziati. 

L’ultimo reagente ad essere aggiunto è stato l’aceto. Per noi adulti, l’effetto è noto, ma per questi piccoli ricercatori la meraviglia è stata davvero tanta! Scoprire l’inaspettato e vederlo accadere con i propri occhi, con le proprie mani, ha prodotto tra loro la stessa vivace effervescenza che si stava generando tra bicarbonato e aceto. E per noi maestre le espressioni di gioia erano segno che la nostra parte di esperimento era riuscita: imparare insieme divertendosi.

Le maestre Marianna Musi e Martina Sassone
Scuola Primaria

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