Reportage da Stonyhurst

17 Novembre 2021

Welcome to Stonyhurst College

Dal 9 al 12 novembre i liceali del Sociale, che stanno trascorrendo un anno di studi al collegio dei Gesuiti di Stonyhurst, in Inghilterra, hanno ricevuto la visita della prof.ssa Manuela Vallini, referente dei Licei per la cittadinanza globale, e del prof. Stefano Peradotto, docente di lettere, che ci ha trasmesso il reportage che vi proponiamo.

“Arrivare al College di Stonyhurst richiede tempo.

Atterrati a Manchester, aeroporto che non brilla per grandezza, modernità o efficienza – insomma: che non brilla per niente – si imbocca l’autostrada M6, una lunga striscia d’asfalto perennemente work in progress e sulla quale una nuvola di fantozziana memoria fa piovere sempre.

L’arrivo a Stonyhust

Le appena cinquanta miglia di strada richiedono quasi due ore di percorrenza.
Ma ne vale la pena, perché usciti dall’autostrada si entra in un altro mondo. Strette stradine attraversano le colline appena accennate del Lancashire, una campagna verde brillante incorniciata dall’oro e rosso degli alberi autunnali e punteggiata da batuffoli di pecore bianche.

Un cartello piantato in un punto che sembra piuttosto casuale avverte che si è appena entrati nella proprietà di Stonyhurst, ma bisogna percorrere ancora qualche miglio di bosco e brughiera prima di accorgersene.

Poi però, svoltata l’ennesima curva, la visione si fa mozzafiato: il lungo edificio principale in pietra grigia e sormontato dalle Eagle Towers si riflette sui due laghetti artificiali popolati da anatre e cigni, “i custodi del posto”, come ci informa l’autista.

Welcome to the college. All’ingresso siamo accolti dai sette studenti dell’Istituto Sociale che per questo quarto anno hanno deciso di frequentare il college. Sono qui solo da pochi mesi, ma sembrano perfettamente ambientati. Ci vengono incontro indossando le impeccabili divise con tanto di cravatte variopinte, di cui ci racconteranno differenze e particolarità, e non vedono l’ora di introdurci a quello che per il resto dell’anno scolastico sarà il loro mondo.

“Il posto è pazzesco, vero?” è la prima cosa che ci dicono occhieggiando all’imponente struttura alle loro spalle. Ed effettivamente lo è: una via di mezzo tra Hogwarts e Downton Abbey, per intenderci, ma se possibile ancora più in grande.

Edoardo, IV Scientifico nel Top Refectory

La proprietà si estende infatti su oltre 1000 acri e ospita, oltre agli insegnanti, 800 studenti all’anno. Gli interni non sono da meno, e i lunghi corridoi offrono ai nostri ragazzi l’opportunità di raccontarci la storia del college.

“In origine era stato fondato in Francia nel 1593”, ci spiega Edoardo, della IV Scientifico, “ma in seguito alla soppressione dell’ordine dei Gesuiti in Francia si è trasferito prima a Bruges, poi a Liegi e infine qua a Stonyhurst nel 1794”. Il fascino di oltre tre secoli di storia, passeggiando tra volte gotiche, salendo per scale di legno sorvegliate da gargoyle, e guardando fuori da imponenti vetrate stemmate, si percepisce tutto.

Ci fermiamo nel Top Refectory, oggi usato come aula magna (e mai nome fu più giustificato) per osservare i ritratti dei sette studenti del college premiati con la Victorian Cross, la più alta onorificenza militare dell’Impero britannico. La sosta ci consente di chiedere ai ragazzi come si struttura la loro giornata e quali sono le differenze rispetto alla scuola italiana. “La scuola qui è molto diversa”, concordano Francesca e Angelo della IV Scientifico.

“Anzitutto le lezioni sono distribuite nell’arco dell’intera giornata. Al mattino, dopo la sveglia, incontriamo sempre la nostra tutor, che si informa su come stiamo andando ed eventualmente ci orienta sui corsi da seguire. Poi abbiamo due lezioni diverse prima della pausa pranzo. Dopo, ciascuno ha due ore di attività a scelta: può essere un’attività sportiva, il CCF (un addestramento paramilitare) o una delle attività che rientra sotto la dicitura di tempo libero. Noi ad esempio abbiamo scelto gardening. Poi abbiamo ancora due lezioni prima di sera.”

“È un ritmo lavorativo completamente diverso”, interviene il loro compagno Gherardo, “quasi più universitario. A me sta piacendo però, e trovo che mi sia molto utile per organizzarmi. Con meno tempo libero a disposizione devi costruirti un programma e rispettarlo, altrimenti non riesci a seguire tutto.”

Gli studenti e i professori del Sociale nella biblioteca del College

Prima di pranzo abbiamo ancora modo di visitare la Old Library, al contempo una sala studio e un museo. Vi si conservano infatti numerosi manoscritti medievali donati al college da ex studenti, un first folio di Shakespeare del 1623, il banco su cui ha studiato Arthur Conan Doyle, ex studente di Stonyhurst, e reperti greci ed egizi. La responsabile della biblioteca/museo ci guida tra questi cimeli: “Per noi è importantissimo che gli studenti possano venire a studiare in un posto come questo. Peraltro, offriamo ai ragazzi l’opportunità di formarsi nella conservazione di queste opere e nella valorizzazione della loro esposizione. Nei weekend la libreria diventa infatti un museo a tutti gli effetti, aperto al pubblico, e sono gli stessi ragazzi a condurre le visite guidate”. Approfittiamo dell’incanto del luogo per una bella foto di gruppo e, rinfrancati nello spirito, ci rechiamo in mensa per badare anche, più prosaicamente, al corpo.

È proprio durante il pranzo, quando quasi tutti gli studenti si ritrovano in mensa sfoggiando le diverse cravatte, che Alberto e Alessandro, della IV classico, ci spiegano particolarità e differenze: “Le cravatte hanno tutte un significato. Quella bordeaux che indossiamo noi è quella di base degli studenti del quarto anno. Ognuno però ha la possibilità di personalizzare la scelta in base alle attività che svolge. Gli sportivi in particolare ne hanno diverse: regimental con mazze da golf per i golfisti, con i fucili per gli shooters, regimental rosso e giallo per i giocatori di cricket e così via”.

Il campo da calcio della scuola

Questa rigorosa varietà di cravatte ci conferma la fondamentale importanza data dal college alle attività sportive. L’enorme proprietà che circonda la struttura principale ospita infatti percorsi per il ciclismo, campi da basket, hockey e cricket, poligoni e maneggi. Dopo il pranzo ci inoltriamo in questa campagna per raggiungere uno dei campi da calcio, dove tre dei nostri studenti sono impegnati nella partita di campionato regionale tra lo Stonyhurst e un altro college del Lancashire.

Arriva infine il momento in cui dobbiamo lasciare i ragazzi. Finita la visita guidata, siamo infatti attesi da incontri con i docenti e riunioni, il tutto finalizzato a coordinare al meglio la permanenza dei ragazzi e soprattutto il loro ritorno per il quinto anno. La ricompensa più bella per questo lavoro e per questo viaggio arriva però la sera quando, ormai lasciato il college, riceviamo un messaggio: “Grazie mille professori per essere venuti a trovarci!”

Un messaggio che ci dà conferma concreta di cosa significa la rete che l’Istituto Sociale vuole costruire: una connessione tra insegnanti e alunni che non è solo didattica, ma anche umana.

E che ci fa essere vicini sempre, nonostante le 1.109 miglia (o 1639, 9 km) che dividono Stonyhurst da corso Siracusa.”

Stefano Peradotto, docente di Lettere
Manuela Vallini, docente di lingue straniere e referente dei Licei per la cittadinanza globale

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