La nuova normalità

31 Gennaio 2022

Rivedi l’incontro del 15 febbraio a questo link.


Che cosa ci dicono i silenzi dei giovani d’oggi? Che stanno vivendo una situazione straordinaria oppure che questa è la loro nuova normalità? Abituati fin da piccoli a scansare i rischi del mondo esterno, sono più pronti ad affrontare la vita degli adulti? E la pandemia, ha rotto un equilibrio o ha illuminato una zona dombra?

Sono alcune delle domande a cui il prof. Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, docente presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e autore del saggio Letà tradita Oltre i luoghi comuni sugli adolescenti” (Raffaello Cortina Editore, 2021), cercherà di rispondere nel corso di un incontro online che si terrà martedì 15 febbraio p.v., alle ore 21.

Allincontro, il primo realizzato in rete tra scuole della Fondazione Gesuiti Educazione, interverrà anche il prof. Luca Diliberto, attento educatore presso lIstituto Leone XIII di Milano.

Modererà gli interventi il prof. Antonello Famà, docente dellIstituto Sociale di Torino.

La serata si rivolge a tutti, genitori, docenti, studenti. 

 

 

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Matteo Lancini
Psicologo e psicoterapeuta. Presidente della Fondazione “Minotauro” di Milano.

Docente presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Milano-Bicocca e presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica di Milano.

È autore di numerose pubblicazioni sull’adolescenza, le più recenti:

Il ritiro sociale negli adolescenti. La solitudine di una generazione iperconnessa (Raffaello Cortina, 2019).

Cosa serve ai nostri ragazzi. I nuovi adolescenti spiegati ai genitori, agli insegnanti, agli adulti (Utet, 2020).

L’adolescente. Psicopatologia e psicoterapia evolutiva (con L. Cirillo, T. Scodeggio, T. Zanella, Raffaello Cortina, 2020).

L’età tradita. Oltre i luoghi comuni sugli adolescenti (Raffaello Cortina, 2021).

Negli occhi di un bambino

27 Gennaio 2022

Un nuovo mostro nel disegno di un bimbo della Primaria

La pandemia ha cambiato le abitudini di tutti e talvolta condiziona il modo in cui i più giovani guardano il mondo.

Il 15 febbraio alle ore 21 avremo ospite il prof. Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, autore di un saggio illuminante, L’età tradita (Raffaello Cortina Editore. 2021). Si parlerà dei ragazzi, dei loro bisogni e del ruolo degli adulti in un incontro di rete in collaborazione con l’Istituto Leone XIII di Milano. Riceverete nei prossimi giorni tutte le informazioni per seguire l’iniziativa.

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Pubblichiamo una riflessione dedicata ai più piccoli e agli adulti scritta dalla Coordinatrice Didattica delle Scuole dell’Infanzia e Primaria del Sociale, Raffaella Polledro:

“Il disegno di un bimbo della Primaria, di quelli fatti “a tempo perso”, per perdere tempo o riempirlo: una volta erano dinosauri, case, fiori… ora è il virus e un gruppo di bambini che lo combatte, che cerca di “distruggerlo”.

E allora mi fermo a pensare che cosa stiamo trasmettendo noi adulti: se il risultato è che dai disegni sono scomparsi i mostri immaginari, quelli sani che esorcizzavano le paure, del buio, dell’abbandono… e compare solo più “lui”, qualcosa non funziona.

Non funziona aver perso di vista chi è l’adulto e chi è il bambino.

Poi ritorno ai bambini e scopro che un’arma per continuare a vivere è quel loro disarmante sorriso! E trasformare in gioco una situazione che gioco non è, e giocarla con loro. Come fa quel padre nel film, che trasforma una realtà che nessuno vorrebbe per i suoi figli nella vittoria ad un gioco.

Quanta responsabilità abbiamo noi adulti quando all’improvviso devo tornare a casa perché il mio compagno è “positivo”, perché dovevo andare a trovare il nonno che sta male o perché in fondo mi sento solo dietro quel monitor.

Già… io ho finito di insegnare salutando i miei alunni dietro un monitor: non un abbraccio, non una lacrima sulla spalla. Un monitor che abbiamo guardato per mesi e che purtroppo torniamo a guardare.

Ora il mio ruolo è fuori dalla classe, ma li cerco, vado a salutarli nelle aule e li tranquillizzo. Riconoscerci dietro la mascherina non è facile, abbiamo imparato a parlare con gli occhi, a sfiorarci con lo sguardo…

E con i piccoli dell’Infanzia? Come si fa a non toccarli? A rifiutare un abbraccio all’altezza delle gambe al termine di una corsa affannata, quando ti vedono e ti stringono così forte che quasi ti fanno cadere?

Nei loro occhi ma anche in quelli dei loro insegnanti vedo la fatica di tenere le distanze, il desiderio profondo di mantenere quel legame fatto di contatti.

Forse perché anche noi grandi abbiamo bisogno di sentire il conforto di una carezza, di ricordare che le tempeste si attraversano e se ne esce più grandi e più forti di prima”.

Raffaella Polledro
Coordinatrice Didattica Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria

Tredici nomi, tredici volti, tredici voci. 

27 Gennaio 2022

Le tredici cartoline realizzate dagli alunni dei Licei

Tredici cartoline per tredici nomi, tredici volti, tredici voci. 

Per la Giornata della Memoria i nostri ragazzi delle quinte sono partiti da poco più che un cognome rintracciato su liste di deportati, schede di arresto, lapidi… per intraprendere un viaggio di ricerca e far emergere da quei nomi esistenze, storie e testimonianze. 

Ricercare è il contrario di affossare, oscurare, annegare; ricercare è porsi contro la dinamica di spersonalizzazione che metteva in atto il campo. Ricercando salviamo, recuperiamo, illuminiamo

Tredici vite perché tredici saranno le classi a cui verrà affidata la memoria di ogni storia attraverso le parole dei deportati lette dai nostri studenti.  

L’appuntamento, per questi interventi nelle classi previsto per oggi è stato posticipato a causa delle quarantene.  

L’appuntamento per questo momento di condivisione e commemorazione è rimandato al 18 febbraio, il giorno in cui nel 1944 partì il Trasporto Tibaldi 25, il secondo e ultimo trasporto dalle Nuove di Torino a Mauthausen via Milano (Binario 21). 

Oggi i ragazzi delle quinte Liceo hanno partecipato alla interessantissima conferenza della prof.ssa Maria Chiara Acciarini, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione della Memoria della Deportazione, che ci ha raccontato del restauro del blocco 21 del Museo di Auschwitz – Birkenau e del nuovo allestimento del percorso espositivo italiano.

Prof.ssa Chiara Giordano
Liceo Scientifico Sportivo

La vita inattesa

24 Gennaio 2022

La pandemia ci ha colpiti duramente tutti, non solo nel fisico, e in particolare ha toccato le vite dei nostri giovani.

Il 15 febbraio alle ore 21 avremo ospite il prof. Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, autore di un saggio illuminante, L’età tradita (Raffaello Cortina Editore. 2021). Si parlerà degli adolescenti, dei loro bisogni e del ruolo degli adulti in un incontro di rete in collaborazione con l’Istituto Leone XIII di Milano. Riceverete nei prossimi giorni tutte le informazioni per seguire l’iniziativa.

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Su questo tema pubblichiamo una suggestiva riflessione del nostro prof. Enrico Serra, educatore attento e sensibile alla formazione dei giovani:

“Non sono certo nato con un cuor di leone. Perdonatemi l’inizio (quasi) manzoniano da vecchio insegnante di lettere, ma il tema della paura è ormai diventato la nostra quotidianità e ha preso il posto della speranza. Paura dell’altro, dell’incontro, del contagio, del futuro.

La scuola, di per sé, non è esente da quanto ci circonda, come abbiamo imparato a comprendere in questi due anni, tanto meno dal sentimento di diffidenza verso l’altro. Padre Antonio Spadaro SJ, direttore di Civiltà Cattolica, già a inizio pandemia, segnalava che il Coronavirus è sintomo di una generale condizione di paura che ci portiamo dentro e che la principale conseguenza di questo contagio da virus della paura è l’anima arida, la desolazione.

Come attivare gli anticorpi contro questa particolare forma di virus, come superare ansia e diffidenza?

Un’idea me l’ha data Davide, in mensa, il primo giorno di scuola dopo la pausa natalizia.

Talvolta noi insegnanti andiamo a mangiare in mensa, è un buon momento per vivere un po’ l’aspetto informale della scuola e osservare gli studenti fuori dai soliti schemi della classe. Arrivo, perso nei miei pensieri da ripresa di gennaio, e vedo da lontano i miei alunni in fila che aspettano il proprio turno per entrare nel refettorio. Il clima è composto ma allegro.

Appena mi affaccio dal lungo corridoio che porta ai tavoli, una ventata di euforia mi invade, la fila di una delle mie classi ondeggia pericolosamente finché mi trovo di fronte Davide, mano protesa in avanti pronta per salutarmi. Il gesto di darsi la mano non è una novità tra i miei studenti, anzi è uno di quei gesti che ho sempre incentivato e che mi fa sorridere perché rappresenta bene la loro età, divisa tra la necessità di rendere comico, goffo, esagerato ciò che di solito fanno i grandi e la voglia di ripetere le stesse abitudini degli adulti per stabilire nuove relazioni e per sentirsi appunto nel mondo dei grandi.

Un piccolo gesto che negli ultimi due anni abbiamo disimparato, ma che rappresenta un mondo di cui non possiamo fare a meno: quello delle relazioni e dell’incontro.

“Buon anno, professore, non ci siamo ancora visti dopo le vacanze”, aggiunge un compagno, fedele scudiero di Davide. Un attimo dopo tutta la fila è nuovamente in agitazione, vogliono sapere come sto, come ho passato le vacanze, che cosa mangerò oggi, finché qualcuno fa una battuta, una di quelle che fanno ridere solo se hai quattordici anni o se, all’improvviso, ti ricordi com’eri a quattordici anni. E tutti ridono.

Attraverso le loro mascherine, le distanze, le difficoltà. Semplicemente ridono. La vita in attesa che passi la tempesta diventa in quell’istante la vita inattesa che fa scoprire che c’è vita anche nella tempesta.

Così, ascoltando le voci dei nostri ragazzi, la paura si trasforma in speranza, speranza che sarà un “buon anno”, perché come diceva il poeta e politico ceco Vaclav Havel: “La speranza non è la stessa cosa dell’ottimismo: non si tratta della convinzione che una certa cosa andrà a finire bene, ma della certezza che quella cosa ha un senso, indipendentemente da come andrà a finire”.

L’esperienza che stiamo vivendo non è tutta da dimenticare (anche se lo vorremmo) ma può insegnarci a cogliere l’essenziale nelle nostre vite, quello a cui proprio non riusciamo a rinunciare, e questo insegnamento sarà più significativo se sapremo guardare con occhi diversi: non serve solo volgere lo sguardo indietro e non è necessario neanche guardare troppo avanti, ma serve guardare nel profondo e tornare a riconoscere che abbiamo bisogno di sentirci una comunità.

Lo abbiamo dato per scontato per troppo tempo, quasi fosse garantito, iniziando a pensare addirittura che potessimo farne a meno, che non ci riguardasse. In fondo funzionavamo bene anche da soli, poi è arrivata la bufera e abbiamo capito che, se il futuro dei nostri ragazzi sarà un bel luogo dove abitare, dipenderà esclusivamente da come torneremo a relazionarci tra di noi, a sentirci un gruppo, ad avere fiducia negli altri“.

Prof. Enrico Serra
Scuola Secondaria di I Grado

Borse di studio “Felicita Gallesio” – 2022/23

21 Gennaio 2022

La Fondazione Felicita Gallesio, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, nell’ambito della sua attività istituzionale, volta a favorire l’accesso alla proposta educativa e formativa dell’Istituto Sociale di Torino, e nell’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, con il desiderio di perpetuare l’attenzione prestata da alcuni benefattori ai giovani e alla valorizzazione del loro talento e capacità in chiave di crescita sociale, caratterizzata da solidi principi etici e religiosi, con particolare  attenzione  alla  spiritualità  ignaziana,  bandisce  un  concorso  per l’assegnazione di

5 borse di studio, denominate “Borse di studio Felicita Gallesio” per l’anno scolastico 2022-2023

per rendere possibile ai giovani e alle loro famiglie, senza alcuna distinzione di ceto sociale e senza alcuna preclusione, la frequenza dell’Istituto Sociale di Torino della Compagnia di Gesù e per favorire una scelta formativa fondata sui valori dell’uomo, considerati alla luce del Vangelo, secondo lo specifico progetto educativo dell’Istituto.

Possono partecipare al bando per l’assegnazione delle borse di studio di cui all’art. 1 tutte le famiglie che:

1) accettano espressamente di aderire al programma educativo dell’Istituto Sociale. Nel caso di iscrizione al Liceo Classico o Scientifico o Sportivo è richiesta anche l’accettazione del programma educativo da parte dell’alunno beneficiario;

2) si trovano in condizioni economiche, sociali o familiari svantaggiate;

3) dimostrano che il/la figlio/a ha i requisiti motivazionali e scolastici per usufruire con profitto di questa opportunità.

Le domande di partecipazione al bando devono essere indirizzate al Presidente della Fondazione Felicita Gallesio O.N.L.U.S., Corso Siracusa 10, 10136 Torino.

Le domande, da redigersi in carta libera ed in conformità ai moduli indicati nell’allegato al bando e riportati in calce al presente articolo, devono essere sottoscritte da entrambi i genitori o da chi esercita la potestà e dal potenziale beneficiario, se maggiorenne.

Le domande devono essere inviate entro il 15 febbraio 2022. 

Alle domande deve essere allegata la seguente documentazione:

  1. dichiarazione  in carta libera delle motivazioni della domanda;
  2. certificato o autocertificazione attestante lo stato di famiglia dell’alunno per cui si richiede la borsa di studio;
  3. copia fotostatica dell’Attestazione ISEE in corso di validità rilasciata dal Comune stesso o da altro Ente autorizzato;
  4. copia delle pagelle dell’anno scolastico 2019-20 e I quadrimestre 2020-21;
  5. copia della mail di conferma di avvenuta richiesta dell’assegno di studio alla Regione Piemonte.

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione si riserva altresì di richiedere ai candidati ulteriori informazioni eventualmente necessarie o utili al fine di verificare la sussistenza dei requisiti di cui all’articolo 2 del bando.

L’assegnazione delle borse di studio viene determinata ad insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, su proposta del Presidente, il quale verificati i requisiti richiesti relativi alle condizioni economiche, sociali e familiari dei richiedenti, previa eventuale audizione dei candidati davanti ad una commissione, formula una graduatoria di merito basata su elementi documentati e oggettivi relativi alle condizioni economiche, sociali e familiari dei richiedenti, nonché, in caso di sostanziale equipollenza, formula una graduatoria anche in base al rendimento scolastico precedentemente dimostrato dagli alunni per cui si richiede la borsa di studio.

Il Presidente della Fondazione, a seguito della deliberazione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione in merito all’assegnazione delle borse di studio, provvede a comunicare l’esito della stessa agli assegnatari entro il mese di marzo 2022.

Gli assegnatari delle borse di studio o, nel caso in cui questi siano minorenni, i relativi genitori o chi altri esercita la potestà, devono confermare per iscritto alla Fondazione l’accettazione delle stesse. Tale conferma deve essere prodotta, sulla base di apposito modulo conforme a quello allegato sub 2a e 2b al presente bando, inviato dalla Fondazione insieme alla comunicazione di cui al precedente articolo 5.

In considerazione delle finalità delle borse di studio, di cui all’articolo 1, l’erogazione delle stesse, previa applicazione delle eventuali ritenute di legge, viene direttamente effettuata all’Istituto Sociale dalla Fondazione, la quale, agendo in nome e per conto dell’assegnatario, effettua tale versamento a titolo di copertura totale o parziale della retta per la frequenza della classe alla quale detto assegnatario risulta iscritto.

Nel caso in cui uno o più degli assegnatari rinuncino alla borsa di studio, il Consiglio di Amministrazione provvederà all’attribuzione della stessa agli altri in graduatoria qualora sussistano ancora sia le condizioni soggettive ed oggettive per l’iscrizione di tali studenti ai corsi dell’Istituto Sociale sia il loro interesse per il programma educativo e formativo dell’Istituto Sociale nonché per il godimento della borsa di studio.

Per le condizioni di mantenimento delle borse di studio si veda il Regolamento all’articolo 7, per le condizioni di decadenza si veda il Regolamento all’articolo 8, per le condizioni di riduzione a seguito della concessione del contributo regionale alla libera scelta educativa, concesso dalla Regione Piemonte, si veda all’articolo 9 del Regolamento e comunque per tutti gli altri aspetti relativi all’assegnazione delle borse di studio si veda l’apposito Regolamento.

Maggiori informazioni si possono richiedere presso la Segreteria dell’Istituto Sociale.

Non il “classico” Liceo…

18 Gennaio 2022

Come quando si inizia un nuovo percorso, ci vogliamo fermare a valutare quello che è successo da settembre ad oggi nel nostro Liceo Classico, che ha intrapreso la strada della Comunicazione e Multimedialità.

La prima Classico è coinvolta in questa importante avventura, che, pur poggiando saldamente sulla tradizione e sullo sviluppo delle competenze legate allo studio delle lingue classiche, volge lo sguardo anche alle nuove e più attuali forme del comunicare.

Come si sa infatti le lingue classiche e il laboratorio di traduzione forniscono importanti “life skills” quali il decision making e il problem solving, nonché un forte rafforzamento dell’imparare ad imparare; la traduzione infatti, intesa come principale forma di problem solving, consente l’assunzione, da parte degli studenti, di una consapevolezza dei processi cognitivi e mentali ad essa sottesi, una consapevolezza del percorso di transfer of learning.

Ma occorre anche dire che, nel corso degli ultimi anni, le strategie della comunicazione si sono arricchite di tanti nuovi mezzi e di tante diverse modalità. Basti solo citare cinema, radio, televisione, web.

Ci siamo occupati quindi seriamente di questo: come arricchire la formazione comunicativo-linguistica dei nostri alunni proprio nell’intento di migliorarne le competenze e le conoscenze nel campo della comunicazione.

Ed ecco scaturite molte proposte formative che via via si vanno perfezionando. Ad oggi i nostri alunni hanno potuto confrontarsi con un corso di scrittura giornalistica (cronaca), un corso di giornalismo televisivo e, fra pochi giorni, conosceranno le tecniche della comunicazione cinematografica documentaria.

I momenti di formazione sono stati svolti congiuntamente dai docenti e da esperti del settore in collaborazione con importanti enti quali La Stampa e il Torino Film Festival.

Quindi seguiteci, perché i nostri giovani apprendisti diverranno a loro volta autori e vi stupiranno con i loro testi e i loro video.

A presto…

Prof.ssa Chiara Alpestre
Coordinatrice Didattica dei Licei

Una ricetta da elfi!

17 Gennaio 2022

Piccoli chef all’opera!

Durante l’Avvento la Scuola dell’Infanzia del Sociale ha avuto un’aiutante in più: l’elfa Noelle, che ogni giorno ha proposto giochi, lavoretti e canzoni per i più piccoli, tramite maestre e assistenti.

L’elfetta ha salutato gli alunni tornati a scuola la scorsa settimana con un ultimo goloso regalo: la ricetta del tronco di uvette e cioccolato!

Così le aule sono diventate per un giorno delle cucine in cui i piccoli cuochi del Giardino dei Colibrì hanno imparato a distinguere gli ingredienti, a seguire le istruzioni della ricetta e a mescolare con attenzione.

E dopo tanto lavoro finalmente la merenda, per scoprire il gusto del tronco preparato con i compagni! Un momento dolce, ma anche utile a ricordare come lavorare tutti insieme ed evitare gli sprechi di cibo, seguendo i passaggi spiegati da maestre e assistenti.

Mariangela Torretti e Nisida Petrucci
Assistenti Scuola dell’Infanzia

P.S. … e per chi è curioso di provare il dolce elfico, ecco la ricetta completa!

 

Una pietra per ricordare

13 Gennaio 2022

Alcuni studenti della IV Classico con la prof.ssa Giordano alla posa della Pietra

Mercoledì 12 gennaio gli studenti della IV Liceo Classico dell’Istituto Sociale si sono ritrovati nel cuore del quartiere operaio di Torino, vicino agli stabilimenti del Lingotto, per partecipare all’emozionante posa della Pietra d’Inciampo dedicata a Giovanni Montrucchio, partigiano, ex operaio della Microtecnica, sulla cui biografia i nostri ragazzi hanno lavorato in un percorso biennale proposto dal Polo del ‘900.

Giovanni, nome da combattimento “Boris”, è stato scelto dai nostri ragazzi, che hanno deciso di intraprendere una ricerca tra i deportati politici della nostra città. Con il loro lavoro sulle fonti hanno riportato alla luce la sua esistenza, le sue amicizie, le sue battaglie.

Il progetto non si concluderà con la posa della Pietra, ma approderà ad una mostra allestita all’interno del nostro Istituto di cui riceverete notizia.

Prof.sse Chiara Giordano e Anna Giulia Garneri 
Liceo Classico

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Chi era Giovanni Montrucchio

Giovanni Annibale Francesco Montrucchio nacque a Torino il 1° novembre 1904 da Domenico Montrucchio e dalla sig.ra Fulchiari. Abitava in via Nizza n° 342 (l’attuale n° 340) ed era sposato con Maria Boccardo. Lavorava presso lo stabilimento Microtecnica, un’azienda di meccanica di precisione costituita nel 1929, in via Madama Cristina n° 149

La Pietra d’Inciampo dedicata a Giovanni Montrucchio

Fu sempre molto attivo politicamente ed il suo antifascismo gli costò 5 anni di carcere tra il 1930 e il 1935; nel database del Casellario Politico Centrale, alla voce “colore politico”, viene dichiarato comunista e risulta denunciato al Tribunale speciale . Dopo l’8 settembre 1943 cominciò a spostarsi a più riprese tra Racconigi e Torino in un’intensa attività di raccolta fondi da destinare ai partigiani delle formazioni foranee tramite i collegamenti all’interno della Microtecnica . Fece parte della 1° Divisione Garibaldi 4a Brigata dal 9 settembre 1943 con il nome di battaglia “Boris” . Divenne membro del consiglio di fabbrica formatosi clandestinamente verso la fine del 1943, lo stesso che avrebbe avuto un ruolo di primo piano negli scioperi del marzo successivo. Montrucchio continuò a svolgere attività di collegamento, partecipando a riunioni clandestine e proseguendo l’opera di politicizzazione dei compagni.

Venne arrestato insieme al compagno Luigi Porcellana in occasione di un incontro clandestino presso la stazione Porta Nuova durante il quale i due partigiani avrebbero dovuto ritirare da una terza persona una somma di denaro proveniente dalla direzione della Microtecnica . Venne detenuto presso le Carceri Nuove e deportato insieme a Italo Tibaldi, autore del volume Compagni di viaggio. Dall’Italia ai lager nazisti. I “trasporti” dei deportati 1943-45, il quale ha fornito una testimonianza in cui compaiono sia Giovanni Montrucchio che Luigi Porcellana al momento del trasferimento dalle carceri alla Stazione di Porta Nuova.

Montrucchio viaggiò sul trasporto n. 18, secondo la numerazione indicata da Tibaldi, costituito da un solo carro bestiame, che, formatosi a Torino con detenuti provenienti dalle Nuove, partì il 13 gennaio 1944 diretto a Mauthausen, dove giunse il 14 dello stesso mese. I deportati furono 50, tutti identificati: i numeri di matricola assegnati erano compresi tra il 42.271 e il 42.320 . Giovanni Montrucchio venne classificato come Schutz (Schutzhäftling, “prigioniero in base alla normativa sulla custodia preventiva” ); gli venne assegnato il numero di matricola 42.294.

La Häftlings-Personal-Karte (carta di detenzione) del deportato riporta il triangolo rosso dei prigionieri politici e ne indica, tra le altre cose, la professione dichiarata di “Mechaniker” e il trasferimento nel sottocampo di Gusen.
Morì il 18 aprile 1945 a Mauthausen. Una lapide posizionata dal comune di Torino, in via Ventimiglia, nel ventennale della Liberazione lo ricorda insieme ad altri caduti del Lingotto.

Tratto da: https://pietre.museodiffusotorino.it/

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