Il suono che educa e incanta

2 Marzo 2022

Lezione di musica al Conservatorio Verdi per i bimbi della Suola Primaria

“Il mondo va più veloce di me” cantava nel 1999 Pau, la voce del gruppo Negrita.

A oltre 20 anni di distanza il mondo non ha rallentato, anzi: come vi raccontavamo  qualche giorno fa, i cambiamenti sono talmente improvvisi che un incontro dei Licei dedicato alla politica USA diventa l’occasione per parlare dell’attuale situazione al confine fra Ucraina e Russia. E per capire e cogliere le opportunità di conoscere sempre meglio il mondo.

Così anche per gli alunni delle classi quarte e quinte della Scuola Primaria una mattinata al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino si è trasformata in un’opportunità di capire il valore della pace attraverso la musica.

Nell’uscita il maestro Nelson Nuñez Medina, al termine di una lezione sugli strumenti ad ancia doppia e sulla loro evoluzione, a sorpresa ha suonato con il suo oboe la Metamorfosi n. 1 di Britten, un testo che evoca malinconia all’inizio, disperazione nello sviluppo centrale e poi ironia con un pizzico di calma in conclusione.

Un momento che ha unito il ritorno delle uscite sul territorio cittadino degli studenti a una visione sull’attualità su cui anche i più piccoli pongono domande in classe.

Così scrive il maestro Nelson:

La musica trasforma profondamente la mente del bambino perché apre il suo intelletto e la sua sensibilità a un orizzonte esplicito, infondendogli valori positivi fin dalla più tenera età.

Gli insegna ad apprezzare il bello, il nobile e il sensibile di questo diverso modo di esprimersi… è lì che il germe di ciò che poi si trasforma in valori estetici si traduce in valori etici e umani. 

Ecco perché la musica e la sua pratica collettiva in tenera età offrono ai bambini l’opportunità di formarsi in una scala di valori spirituali e umani di altissima importanza, senza distinzione di razza, colore, genere e religione.

Così scrivono gli studenti:

Io mentre ascoltavo quella splendida musica ho sentito molta felicità e molta leggerezza. Era come se fossi in un altro mondo: un mondo fantastico, un mondo dove esistevo solo io e quella musica affasciante, un mondo dove di sottofondo c’era quella musica che ti faceva volare. E infine mi sono sentita libera. (Alba)

Quando hanno suonato mi sono incantato, quando hanno fatto entrare quelli con il fagotto mi sono incantato di più, ma quando mi hanno detto che c’era una sorpresa volevo vedere la sorpresa e quando è arrivata la sorpresa che era Nelson a suonare mi sono incantato ancora e ancora di più. (Francesco)

Mi sono sentito diverso, libero perché avevo sentito musica diversa dalla solita. Così dopo quell’esperienza ho capito che siamo tutti diversi e si può sempre cambiare idea se si vuole. (Iacopo)

Ringraziamo gli strumentisti che si sono esibiti sul palco del Conservatorio:

Ivan Rados – oboe; Valentina Escobar – oboe; Matteo Tibone – corno inglese; Niccolò Cessario – fagotto; Umberto Filineri – fagotto; Daniel Petronzi – fagotto.

Condividiamo con voi due brevi momenti delle esibizioni: buon ascolto!

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