La caduta dei campioni – seconda edizione

30 Aprile 2022

Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”.

Francesco De Gregori, nella sua celeberrima La leva calcistica del ’68, invitava il giovane calciatore Nino a non affliggersi per lo sbaglio di un calcio di rigore, appunto perché non è da questo che si valutano le qualità di un campione.

Nell’immaginario collettivo italiano, d’altronde, una delle immagini più indelebili del più grande e cristallino talento azzurro, Roberto Baggio, è quella del rigore tirato alle stelle a Pasadena durante USA ’94, che ha consegnato la Coppa del Mondo al Brasile.

Un’immagine che, lungi dallo sminuirne il talento, ha fatto di Baggio un eroe romantico, quasi un titano di alfieriana o foscoliana memoria, da amare ancora di più proprio per la sua fallibilità, per la sua fragilità assolutamente umana.

È in quest’ottica che le classi del biennio del liceo Scientifico e Scientifico Sportivo dell’Istituto Sociale hanno affrontato la seconda edizione del percorso  letterario sulla Caduta dei campioni.

Partendo dal testo edito da Einaudi e scritto dal collettivo dell’Ultimo uomo, e dopo l’incontro con due degli autori, Daniele Manusia e Fabrizio Gabrielli, ragazze e ragazze si sono a loro volta confrontati con il lato più autentico ed umano degli sportivi, il fallimento.

Hanno quindi approcciato lo sport da un punto di vista inedito: ciò che non ha funzionato, il meccanismo che si è inceppato in quegli atleti che sembravano perfette macchine agonistiche e si sono invece rivelati comunissimi, fragilissimi uomini.

Il risultato sono 19 racconti su grandi promesse infrante, nel mondo maschile e femminile e nelle più disparate discipline sportive.

Narrazioni dure, prive di fronzoli romantici, che illuminano qualcosa che va oltre il gesto tecnico mancato o la competizione persa: la natura umana in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più buie.

Perché il vero insegnamento da tramandare (e far tramandare) ai giovani è proprio questo: la complessità umana prevede anche l’insuccesso, l’ostacolo inaspettato, la deviazione dalla rotta prestabilita.

…ma non è da questi particolari che si giudica un uomo.

Trovate i lavori degli studenti a questo link

Buona lettura!

Proff. Alessandra Badami, Antonella Ghiggia e Stefano Peradotto

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