Una vacanza diversa

8 Luglio 2022

Diciamolo subito. Fughiamo ogni dubbio. Non sono un montanaro. Se dovessi fare una vacanza, non la farei in montagna.

A Gressoney, allora, si fa vacanza?

Villa Belvedere

La questione si pone perché spesso ci si sente dire per attività di questo genere: “buona vacanza”.
Ma è proprio così?

Non sono un classicista, ma si sa che l’etimologia della parola vacanza è legata al “vuoto”. Un vuoto che sa di pienezza, non occupato dalle ordinarie attività di lavoro e di studio.

Quindi possiamo dire che in un certo senso il campo estivo che si sta tenendo a villa Belvedere a Gressoney dal 4 al 15 Luglio per il biennio dei Licei della rete delle scuole dei Gesuiti sia una vacanza.

In cosa differisce dalla vacanza così come viene comunemente intesa?
Direi dalla prospettiva di formazione dello stare insieme e dalla profondità della riflessione personale sull’esperienza vissuta.


L’attività formativa nella cornice di Gressoney per gli studenti delle nostre scuole è, infatti, un tempo in cui i ragazzi provenienti da diverse parti d’Italia possano sperimentare in maniera diversa dall’ordinario lo stare insieme e sviluppare la propria personalità nella loro delicata fase di crescita.

Pronti per l’escursione

Innanzitutto il contesto.

In montagna, tra il verde, il profumo e il fresco d’estate, lontano dallo smog e dall’afa delle nostre città. I due corsi proposti: uno di montagna e scalate, uno di dibattito. Corsi fatti con esperti del settore e con i professori e i Gesuiti accompagnatori.

Poi il programma.

Il momento di preghiera al mattino e di condivisione al pomeriggio.
Il tema di quest’anno è “liberi di scegliere”, con testi presi dalla Scrittura, da autori affermati e con testi di canzoni a tema.

I momenti informali dei pasti insieme e del tempo libero, in cui si ha l’opportunità di scambiarsi con gratuità le proprie vite, anche condividendo piccoli momenti di servizio in casa.
Un adeguato momento di studio il pomeriggio in cui si ha l’opportunità di svolgere i compiti per l’estate.
Le serate organizzate con giochi per conoscersi e svagarsi, con cui abbattere gli ostacoli nelle relazioni e superare gli imbarazzi.
La rilettura a fine serata, in cui esplorare i sentimenti vissuti durante la giornata.

A questo si aggiungono gli infiniti dettagli che ciascuna persona può attingere alla propria ricchezza interiore, in base alle diverse sensibilità, alla bellezza dello stare insieme, del luogo, dell’amicizia, del sorridere, del gustare quel vuoto dalla vita quotidiana in cui riscoprire il senso della nostra vita, nelle riflessione e nella profondità del nostro cuore, in condivisione con l’altro.

Una pausa insieme

Quando parlo di attività formativa per Gressoney, gli altri ascoltano vacanza. Quando gli altri dicono vacanza, io ascolto attività formativa.
Le parole sempre tradiscono, come il tradurre, nel dire un’esperienza. Il camp estivo è molto di più anche di quanto ho provato qui a esprimere.

La bellezza di stare insieme tra persone di diverse zone geografiche, Torino, Milano, Roma, Napoli, Messina, Palermo, il gusto di una intuizione interiore sulla propria vita, la liberazione dei desideri, arrivare in cima e vincere la sfida con se stessi, fidarsi dell’altro, imparare a dibattere, sorridere e gioire in maniera diversa, genuina, sono solo parole, e difficili da raccontare.

La cosa più importante, a mio avviso, è il seme che rimane in profondità e che speriamo ciascuno custodisca nel cuore e faccia crescere durante il proprio cammino di vita.

E si possa portare questa gioia sperimentata nel ritorno dalla “vacanza” e testimoniarla ad altri.

Perché più liberi per amare, è più bello.

Nicola Uva SJ
Maestro Gesuita

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