Arte e Spiritualità – Religione ed Arte

Proff. Carla Corbella, Laura Dana

IL CIBO TRA DONO E DIRITTO: LA FAME NEL MONDO

L’idea di fondo è presentare il cibo in stretta consonanza con la creazione, dunque, in stretto legame con Dio. La creazione in cui siamo immersi e di cui facciamo parte è un dono che ci permette di sperimentare l’affascinante esperienza della vita come essa stessa dono in cui Dio è presente e agisce. Seguendo Sant’Ignazio di Loyola nell’ultima contemplazione degli Esercizi Spirituali – la contemplatio ad amorem – Dio non solo ha creato ma mantiene in vita quotidianamente le sue creature comportandosi come un lavoratore cioè e sudando e impegnandosi con e per loro. Da qui la conseguenza: anche noi vogliamo fare altrettanto con e per i nostri fratelli. In questo il cibo, dono della terra creata, ha valore sia di sussistenza sia simbolico.

Il progetto nella sua complessità si presenta così articolato:

1. Creazione della Terra: l’origine della vita e del suo sostentamento viene da un Altro

2. L’uomo riceve il comando di lavorare: la nostra partecipazione responsabile alla creazione

3. Moltiplicazione dei pani: necessità della condivisione secondo giustizia e gratuità

4. Ultima Cena: oltre il cibo materiale…il dono di Dio

5. Incontro di Emmaus: il Risorto, comunione e vita nuova

6. Nostra responsabilità : non si può più accettare la morte per fame

Concretizzazione del progetto

1. Il progetto è così partito dalla lettura di Gn la creazione della Terra: l’origine della vita e del suo sostentamento viene da un Altro. a ciò si sono accostante delle miniature che i ragazzi di terza media hanno ricopiato insieme ad un versetto del Genesi scritto in grafia gotica.

2. Ma la terra dà prodotti se l’uomo se ne prende cura con il suo lavoro: è necessaria la partecipazione responsabile alla creazione. Questo è stato realizzato con delle immagini di creazione della terra con sottofondo del cantico delle creature cantato da Branduardi ed i ragazzi erano invitati a lasciarsi coinvolgere interiormente esprimendo poi i sentimenti vissuti.

3. A questo fa seguito l’impegno della condivisione secondo giustizia e gratuità che nel Vangelo è vissuto alla luce della fede in Gesù nella moltiplicazione dei pani. Si è mostrata una icona senza spiegazione perché ciascuno guardandola potesse cercare di capire di quale episodio evangelico fosse l’espressione. Attraverso i diversi interventi degli alunni le insegnanti hanno guidato i ragazzi a rintracciare il reale episodio rappresentato di cui solo alla fine è stato letto nella sua descrizione evangelica. Essendo il primo testo del nuovo testamento utilizzato si è ritenuto opportuno riprendere il percorso fatto fin qui attraverso i brani scritturistici e le opere d’arte.

4. Ma il cibo da solo non basta a nutrire tutto l’uomo e a salvarlo dalla morte. Ecco che nell’ultima cena il cibo diventa, in Gesù, dono di sé. Questo 4 momento è svolto in tre lezioni:

          1. in classe è stata proposta la composizione di luogo legata all’ultima cena descritta nel vangelo di Luca. I ragazzi sono stati sollecitati a rappresentarla  graficamente(senza leggere il testo e ascoltando la musica di Ludovico Einaudi  “Una mattina”) in modo simbolico attraverso l’ascolto delle percezioni interiori nate durante la composizione di luogo guidata dall’insegnante. I disegni sono stati completati a casa correlandoli anche di alcune righe di spiegazione.
          2. ogni allievo ha ricevuto l’opera compiuta da un altro compagno ed è stato invitato a commentarla. Tale commento è stato poi confrontato con quello scritto dall’autore stesso.
          3. si è guardata e analizzata la realizzazione simbolica dell’ultima cena ad opera di  Vanni Vannetti:

Ecco i filmati dei ragazzi mentre disegnano le loro emozioni dopo aver ascoltato il racconto evangelico dell’ultima cena: