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nb ,m LE MONDINE

Una mondina o mondariso (dal verbo  mondare, pulire)era una lavoratrice stagionale delle risaie.

Questo lavoro consisteva essenzialmente nell’estirpare le erbacce infestanti che crescono insieme al riso. Le mondine però svolgevano anche altri lavori come la spianatura del terreno, la mietitura dell’orzo e del grano e il trapianto delle piantine di riso.  Il lavoro si svolgeva durante il periodo di allagamento dei campi, dalla fine di aprile agli inizi di giugno.

Esse, che avevano un’età fino ai sessant’anni, svolgevano un’attività dura e faticosa, perché dovevano stare  con la schiena curva e i piedi nudi nell’acqua, tra insetti fastidiosi come le zanzare e le cimici.

Per proteggersi le gambe dagli animaletti e dallo sfregamento provocato dal riso, indossavano lunghe calze di filanca (alle quali tagliavano la parte del piede) che partivano dalla caviglia e arrivavano a metà della coscia. Sulle braccia portavano dei manicotti di stoffa per proteggerle, indossavano cappelli a grandi falde e un grembiule sopra la gonna. Inizialmente l’orario di lavoro era di 10/12 ore al giorno, ma negli ultimi anni, è stato ridotto a 7/8 ore.

Le donne  in gravidanza, se le condizioni di salute lo permettevano, lavoravano fino agli ultimi giorni precedenti al parto.

Le mondine erano donne di bassa estrazione sociale, originarie del paese stesso o provenivano da altre regioni come dal Veneto, dall’Emilia Romagna e dal meridione. Le più importanti risaie si trovavano nelle province di Vercelli, Novara e Pavia.Le mondine forestiere, che costituivano circa il 50% della manodopera, alloggiavano nelle cascine, talvolta nei locali appositamente costruiti o a volte nei magazzini vuoti. Il padrone, oltre all’alloggio, doveva provvedere al vitto.

Questo lavoro è scomparso quando si è introdotto l’uso dei diserbanti chimici.

Nelle risaie di Molinella si ebbero le prime proteste di mondine per l’ottenimento di migliori condizioni di vita. Nei primi del ‘900 queste rivendicazioni sfociarono in agitazioni e tumulti, soprattutto per il riconoscimento di massimo 8 ore di lavoro. Molte importante fu il ruole della musica e delle canzoni popolari come guida e accompagnamento di rivendicazioni e agitazioni.

Le mondine, durante il  lavoro, cantavano brani inventati da loro, a volte anche di protesta. Il canto serviva per rendere il  lavoro meno faticoso e per non sentire il dolore alla schiena. Inoltre si scandiva il ritmo del lavoro stesso.

 

Le mondine

Il lavoro della monda era molto diffuso in Italia nel 19’ e 20’ secolo. Si trattava di stare per molte ore con l’acqua fino alle ginocchia e i piedi nudi sotto il sole per eliminare le piante infestanti che disturbavano la crescita del riso. Sott’acqua era possibile trovare degli insetti o addirittura delle bisce, che, pur innocue, facevano scappare impaurite le lavoratrici. Era un lavoro molto duro soprattutto per le persone più anziane che dovevano stare con la schiena piegata per delle ore.La paga delle mondine era molto bassa e comprendeva anche una certa quantità di riso. Era praticato soprattutto nelle zone di pianura come l’ Emilia-Romagna, il Veneto e la Lombardia.

Le mondine spessoprotestavano, per via delle troppe ore di lavoro, con dei canti come: se otto ore vi sembran poche oppure son mondina.

Il Lavoro della mondina ha sempre ispirato anche molti altri canti popolari e di protesta, alcuni film e opere letterarie. Il sabato sera e la domenica erano giorni di festa e si svolgevano dei balli e dei canti nelle cascine o nelle sale del paese. Di solito erano suonati con la fisarmonica.