Storia

Molto tempo fa, quando questa scuola non era ancora stata costruita, in questo punto della città, c’era un parco. Un giorno, un chicco di riso si appoggiò sul terreno  e iniziò a crescere, diventando un BarbaChicco, un essere simile a un Barbapapà. Questo BarbaChicco, un giorno, incontrò una BarbaChicca molto dolce e carina; dopo poco tempo  i due decisero di sposarsi. Qualche anno dopo ebbero cinque figli: PierChicco, RobinChicco, SuperChicco, MiniChicco e il più piccolo, ChiccoBarba.

Quest’ultimo era chiamato così perchè non trovava mai qualcosa che gli interessasse; tutte le volte che si annoiava, infatti, diceva: <<Che Barba!!>>. In quel periodo costruirono una grandissima scuola: l’Istituto Sociale. Dopo un pò,  l’intera famiglia si stufò di ascoltare le lamentele di ChiccoBarba ma, fortunatamente, a SuperChicco venne un’idea: ChiccoBarba sarebbe andato a guardare che cosa si faceva nella scuola che era stata appena costruita. Tutta la famiglia approvò e ChiccoBarba partì per l’esplorazione. Subito vide un portone molto colorato, l’ingresso della Scuola Materna, ed entrò. Lungo il corridoio notò molte classi colorate: quelle dei GIALLI, dei BLU, dei VERDI, degli ARANCIONI e dei VIOLETTI, con dentro tanti “nanetti”. Appena lo videro, urlarono: <<Maetla, è ola della pappa!>>. ChiccoBarba scappò sù per le scale e… scoprì la Scuola Elementare. Passando di aula in aula vide tanti zaini che scambiò per valigie e disse: <<A cosa servono? Arriva mica un treno? Voglio partire anche io……Che barba!>>. In quel momento sentì il vociare di tanti bambini e li seguì in una stanza dove tutti parlavano una strana lingua e iniziarono a chiedergli:<<What’s your name?>>. ChiccoBarba si imbarazzò e divenne tutto rosso perché non conosceva quel modo di parlare. Decise così di continuare l’esplorazione ed entrò in una classe dove c’erano tanti schermi. Affascinato da quelle luci, urlò di gioia:<<Urrà, siamo al cinema>>. In quel  momento i bambini seduti di fronte a quelle strane macchine luminose (i computer) si alzarono e lo travolsero. ChiccoBarba, questa volta, si ribellò e disse: <<Attenti, non sono mica un tappeto>>. I bambini, per farsi perdonare, lo accompagnarono in infermeria dove una gentile signora gli fece bere un miscuglio giallo: la camomilla!

Tutto contento e con la pancina piena, ChiccoBarba si diresse in una sala con miliardi di libri e pensò a voce alta: <<Che bello, voglio imparare a leggere!!>>. Tutti i bambini presenti nella stanza lo guardarono e dissero in coro: <<SSSSSSS. Non si parla qui, si legge!>>. ChiccoBarba fuggì pensando di essere circondato da serpenti. A quel punto andò a riposarsi in una rilassante stanza con un grande crocifisso ( la cappella), dove tutti i pensieri della sua mente divennero buoni e gentili. Proprio in quel momento, però, gli venne una gran fame e si accodò a un gruppo di bambini. Raggiunse così una grandissima stanza con tanti tavoli, sedie e un profumino nell’aria. Peccato che, appena entrato, vide tanti piatti di riso su quei tavoli e scappò gridando:<<Oh nooooo, stanno mangiando i miei simili>>. ChiccoBarba era quasi stanco per le tante avventure ma non voleva certo smettere di esplorare proprio ora. Girovagando per la scuola si ritrovò in una piscina bellissima e, d’un tratto, fu in acqua con i braccioli e la tavoletta. Fuori era diventato quasi buio ma, in lontananza, si sentiva una musica e tante voci che cantavano. ChiccoBarba si inoltrò per le scale e si ritrovò sul palcoscenico di un teatro. Iniziò a ballare e a recitare e, da quel momento e per tutta la sua vita, smise di dire: <<Uffa, che BARBAAA>>.

Iniziò, invece, a dire tante nuove parole e divenne molto più simpatico a tutti:

PACE

AMICIZIA

IMPEGNO

FELICITA’

GENTILEZZA

 

E INIZIO’ A SEMINARE ANCHE BUONI SENTIMENTI (4°)