cittadinanza globale

Il mare dell’apprendimento nasce dalla fantasia…

17 Aprile 2021

Sulla classe della seconda A della scuola Primaria c’è una scritta : “Questa classe è come un mare dove tanti pesciolini diversi nuotano e si divertono insieme”. Solo un motto?
Ebbene no! In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, i pesciolini hanno preso forma.

La Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day) fa parte del Calendario della Cittadinanza Globale che accompagna per tutto l’anno scolastico tutti gli studenti delle diverse scuole della rete Gesuiti Educazione.

Nella seconda A una parte del lavoro di questo bel progetto è stata eseguita proprio il 22 marzo, ricorrenza di questa giornata importantissima, a distanza, senza guardarsi negli occhi ma almeno osservando  i sorrisi mentre, tutti insieme,  realizzavamo  la ruota del ciclo dell’acqua.

La seconda parte del progetto è stato svolto in presenza.
Ognuno ha potuto realizzare il proprio acquario, decorarlo, aggiungerci pesciolini, conchiglie, sabbia o tempera, scegliendo di  costruirlo a proprio piacere. Un progetto didattico ma anche educativo e fantasioso: un invito a essere rispettosi verso l’ambiente ma anche e, soprattutto, verso noi stessi e il nostro incredibile potenziale creativo.

Grazie pesciolini!

M. Simona Zepponi

 

(clicca sulle foto per ingrandire)

   

Una grande opportunità

2 Gennaio 2021

Fino a qualche anno fa l’internazionalità nelle nostre scuole dei Gesuiti era un progetto: uno scambio, un gemellaggio, un convegno a tema. Era un settore. Un’esperienza dell’anno per qualche studente liceale. Non poco comunque e soprattutto una bella intuizione, trent’anni fa e oltre.

La grande rete mondiale delle scuole dei Gesuiti però (la mappa è visibile sulla home page del nostro sito e anche su educatemagis.org), un patrimonio inestimabile per quello che può offrire ai giovani, era per lo più inattiva in quanto rete, congelata, almeno dal nostro punto di osservazione.

Soffermandoci un istante: anche in questo la Compagnia aveva mostrato la sua lungimiranza. Col tempo aveva creato una rete globale di scuole (investire sull’istruzione… incredibile!) quando ancora il concetto di globalità non esisteva. Eppure… “Per gran parte della sua storia, l’educazione dei Gesuiti è stata multinazionale” (da Jesuit Schools: a Living Tradition in the 21ST Century – An Ongoing Exercise of Discernment, n. 180).

Un investimento planetario sull’educazione codificato da un’impronta e da uno stile che oggi stiamo riscoprendo a fondo e valorizzando, riconoscendone tutta la sostanza.

Ora l’internazionalità si è trasformata in un concetto più ampio, che è stato assorbito da quello della cittadinanza globale. Un’espressione ambiziosa, un traguardo più che una constatazione.

“Ciò dovrebbe condurre ad una pedagogia e ad una programmazione didattica volte a preparare gli studenti a comprendere e rispettare le culture del mondo, rispettare e valorizzare la diversità, essere aperti alle esperienze provenienti da Paesi, tradizioni e culture diverse dalle proprie, e avere una prospettiva globale sulle ingiustizie sociali.” (Op. cit. n. 183)

Abbiamo forse compreso che a scuola bisogna cominciare presto a dare uno sguardo meno locale a quello che succede intorno noi. Per farlo però bisogna attrezzarsi, studiando i codici che ci permettono di capire e di interagire: le lingue innanzitutto, di cui nel nostro Paese occorre ancora maggiore padronanza (un segnale: in tanti CV di ventenni aspiranti docenti di materie non linguistiche, il livello indicato dagli stessi di conoscenza della lingua inglese è ancora A1/A2).

Poi sarebbe opportuno studiare il linguaggio complesso della programmazione e quello non meno semplice della comunicazione, di cui siamo per lo più digiuni. Ma senza trascurare  la storia, l’economia, la geografia, l’arte, la filosofia e la poesia, le scienze e le religioni, perché abbiamo ancora bisogno di conoscenze e di molti significati, oltre che di strumenti. Dobbiamo imparare l’inglese a livello C1 e poi dobbiamo dire qualcosa di senso, possibilmente sempre di livello C1, in Inglese.

Prima di salire sull’aereo sarebbe bene che conoscessimo più a fondo il nostro territorio, con la sua storia, le sue necessità, i suoi strati multiculturali. Che avessimo imparato, anche grazie alla scuola, l’importanza di donare un po’ del nostro tempo e delle nostre attenzioni a chi ne ha bisogno.

Con questa attrezzatura culturale ed umana dovremmo essere sufficientemente pronti ad immergerci nel mondo, anche da casa nostra, perché in realtà lo abbiamo già fatto. E potremo svolgere un ruolo attivo, per promuovere progresso e giustizia, ricordando quello che di più importante ci avevano insegnato alla scuola dei Gesuiti, che non si diventa cittadini globali da individualisti, pensando a riempire soltanto il proprio carrello.

Dopo di che, tornando a noi, passato il Covid, farei un appello: apriamo questa rete mondiale di scuole della Compagnia, nel nord e nel sud del mondo, e facciamo viaggiare studenti e docenti, come abbiamo iniziato a fare. L’obiettivo non è allestire cataloghi di viaggio, che competono ad altre organizzazioni, ma creare percorsi di studio ed esperienze formative “ignaziani” per permanenze lunghe, da qualche mese ad un anno. Andiamo in Spagna, negli USA e in India e anche ospitiamo nelle nostre scuole, nelle foresterie e in famiglia. In parallelo una lezione di storia via web dalla Jesuit School di Dallas o dal Sociale di Torino non dovrebbe essere un’impresa.  

Certo, per far muovere studenti e docenti avremmo bisogno di un admission office efficiente, come le scuole americane, di persone che ci lavorano a tempo pieno, di un sito in inglese, di investimenti, per offrire l’opportunità a tutti. Di un curriculum e di un’organizzazione flessibili. Di una mentalità più aperta, soprattutto, anche nei prestigiosi college d’oltreoceano.

La svolta vera si potrà avere se questo avverrà come sistema e non perché lo chiede uno qualunque da una delle oltre 800 scuole dei Gesuiti. Il quale, peraltro, non starà ad aspettare.

 

Prof. Vincenzo Sibillo

 

Una sala cinematografica per la scuola (l’esperienza)

20 Ottobre 2020


Martedì 20 ottobre le due classi terze della nostra scuola Secondaria di primo grado hanno partecipato al primo appuntamento del bel progetto “Una sala cinematografica per la scuola”, promosso dal Torino Film Festival e da Riconnessioni. Gli studenti hanno visto il documentario “Star Stuff” del registra iraniano Milad Tangshir, presentato al TFF del 2019, e hanno avuto la possibilità di condividere, durante e dopo la proiezione, direttamente con il regista, il produttore Davide Ferrario e il fonico Vito Martinelli, le proprie riflessioni e curiosità.

Il documentario è un viaggio che tocca tre tra i più importanti osservatori astronomici del mondo, che si trovano negli angoli più remoti del pianeta: il deserto del Cile, il Grand Karoo in Sudafrica e l’isola di La Palma, in Spagna. Tre punti privilegiati per l’osservazione e lo studio dell’Universo dove, grazie all’uso delle più recenti tecnologie, la comunità scientifica ha raggiunto brillanti scoperte sulle origini dell’Universo e della vita sulla Terra.

La pellicola è però fondamentalmente la prova concreta che il mondo della scienza, qui rappresentato dalle persone che lavorano negli osservatori, e quello delle piccole comunità di contadini e pescatori che vivono in quei luoghi remoti sono solo apparentemente in antitesi. In realtà questi due mondi condividono la stessa attenzione verso il cielo che li sovrasta e, grazie alle letture e riflessioni dei diversi personaggi del documentario, ci aiutano ad alzare gli occhi verso le stelle, superando i limiti e le preoccupazioni del piccolo microcosmo in cui viviamo.

Durante la proiezione un nostro studente, sentendo uno dei protagonisti che raccontava il proprio rapporto con il tempo e la storia di fronte ad un immenso cielo stellato, ha notato che, seppur attraverso parole molto semplici, eravamo in presenza di una vera poesia che ci invitava a superare le nostre diversità e a riconoscerci tutti “fratelli dello stesso Cielo”. Proprio così. Davanti allo spettacolo della Natura e dell’Umano che il documentario ci ha proposto, parafrasando una celebre poesia di Giuseppe Ungaretti: ci siamo riconosciuti tutti docili fibre dell’universo.

Per chi avesse ancora la pazienza di continuare la lettura, proponiamo alcune riflessioni “a caldo” dei nostri studenti.

Mi è piaciuto molto il fatto che nonostante fosse un documentario incentrato sull’astronomia è riuscito a farmi riflettere su molti problemi attuali tra cui il razzismo e la diversità. (Martina)

Nella proiezione del film di oggi mi è piaciuto molto il momento in cui si sono viste tutte le stelle e le galassie e il narratore parlava del fatto che noi conosciamo solo il 4% dell’universo e ciò mi fa pensare che noi esseri umani non siamo niente in confronto a quello che pensiamo di essere. Per quanto riguarda quello che dicevo all’inizio su quanto riguarda il fatto che mostravano stelle e galassie l’ho trovato affascinate e rilassante, in quanto mi rilassa vedere quei paesaggi e anche i miei sfondi di cellulari e computer sono tempestati di immagini dello spazio.  (Matteo)

Mi è piaciuto molto il messaggio che ha trasmesso uno degli astronomi. Lui ha sempre sognato di fare l’astronauta. poi non potendolo fare ha comunque deciso di lavorare con le stelle facendo l’astronomo: questo dimostra che devi essere determinato e credere in te stesso, perché se non credi in te stesso nessuno lo farà per te e i tuoi sogni resteranno semplicemente sogni. (Francesco)

La parte che mi è piaciuta di più è stata la prima, ambientata in Cile. Ho apprezzato particolarmente questa parte perché facevano vedere molto di più i paesaggi, che a mio parere erano mozzafiato. (Rebecca)

 

 

Concorso “Creatività digitale per la cittadinanza globale”

15 Febbraio 2020

Al via la prima edizione del concorso “Creatività digitale per la cittadinanza globale” con l’obiettivo di coinvolgere gli studenti delle scuole della Fondazione Gesuiti Educazione delle due ultime classi della Scuola Primaria e del primo anno della Scuola Secondaria di I Grado, nell’utilizzo della tecnologia a disposizione degli Istituti per creare progetti che riguardino temi inerenti l’ottavo punto dell’Action Statement di Rio de Janeiro (ambiente, povertà, giustizia, educazione, inclusione, lotta alla discriminazione).

L’Action Statement è il documento approvato a Rio de Janeiro nel 2017 dai Delegati per l’Educazione dei Collegi della Compagnia di Gesù (JESEDU) e costituisce il quadro di riferimento per gli orientamenti formativi e didattici dei prossimi tre anni.

Tra questi, la Fondazione Gesuiti Educazione ha selezionato tra le azioni prioritare, la politica ambientale. Il contesto di questo concorso vuole essere la ricerca dell’innovazione nella fedeltà alla nostra tradizione educativa, ispirati alla Ratio Studiorum e al paradigma pedagogico ignaziano (PPI), al servizio di una delle priorità educative nei Collegi ignaziani.

Le scuole partecipanti hanno selezionato i progetti che potrete vedere di seguito e anche il Sociale partecipa al concorso.

Molti di questi progetti sono anche stati iscritti agli International STEM Awards, la cui fase finale si terrà a Milano presso il Politecnico Bovisa il 14 marzo prossimo.

Chiunque può votare i progetti di tutti gli altri Istituti (non è possibile votare per i lavori del Sociale, che infatti non compaiono tra quelli sottostanti), mettendo un “LIKE” al video su YouTube.

E’ possibile votare fino al 6 marzo 2020.

Un grande “in bocca al lupo” a tutti gli studenti e docenti coinvolti!

E non dimenticatevi di VOTARE!

Di seguito i link per votare i progetti delle altre scuole della rete:

 

Collegio Sant’Ignazio (Messina)

Collegio Sant’Ignazio (Messina)

Collegio Sant’Ignazio (Messina)

Collegio Sant’Ignazio (Messina)

 

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Istituto Leone XIII (Milano)

Istituto Leone XIII (Milano)

Istituto Leone XIII (Milano)

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ISP Gonzaga (Palermo)

ISP Gonzaga (Palermo)

ISP Gonzaga (Palermo)

ISP Gonzaga (Palermo)

ISP Gonzaga (Palermo)

ISP Gonzaga (Palermo)

 

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Istituto Massimo (Roma)

Istituto Massimo (Roma)

Istituto Massimo (Roma)

 

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Istituto Pontano (Napoli)


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