cittadinanza

Il superamento dello stato nazionale e i processi di globalizzazione

25 Gennaio 2021

La storia che abitualmente viene insegnata al liceo è principalmente storia degli stati, ma quali sono oggi gli autentici attori a livello internazionale? È questa la domanda che affronta il prof. Andrea Carati, docente di Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano, nel primo dei cinque appuntamenti del Laboratorio di Cittadinanza.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Centro Einaudi e l’Istituto Sociale di Torino, grazie in particolare al lavoro della prof.ssa Beatrice Magni, docente di Filosofia Politica presso l’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato Scientifico del Centro, e il prof. Matteo Bergamaschi, docente di storia e filosofia presso i licei dell’Istituto.

Lo scopo è quello di scorgere nell’introduzione dell’insegnamento di Educazione Civica l’occasione per la formazione degli studenti della classi quinte, offrendo loro, quali giovani cittadini, quelle conoscenze e competenze che i normali programmi disciplinari non arrivano normalmente a trattare.

L’incontro ha offerto numerosi stimoli per promuovere negli studenti una consapevolezza critica del fenomeno della globalizzazione. Possiamo davvero sostenere che lo stato nazionale sia stato «superato», se non «travolto», dagli attuali processi che utilizzerebbero lo sviluppo tecnologico a proprio esclusivo vantaggio? Sono nondimeno gli stati stessi, ricorda il prof. Carati, ad aver avviato il processo di globalizzazione, dotandosi allo stesso modo di un controllo via via crescente sul proprio territorio, impensabile per gli stati territoriali dell’età moderna.

D’altra parte i vettori della globalizzazione favoriscono, contemporaneamente alla coesione internazionale, il fiorire di nuovi processi di frammentazione; occorre poi distinguere tra la dimensione economica della globalizzazione e le relazioni internazionali tipicamente politiche, mentre dobbiamo constatare che siamo ancora in cerca di un nuovo modo di organizzare le comunità adeguato alle aspettative di giustizia e di realizzazione da parte dei cittadini.

Il video del contributo è disponibile integralmente sul canale YouTube del Centro Einaudi.

L’Europa di oggi e le sfide di domani

13 Dicembre 2020

Progetti e laboratori per giovani cittadini consapevoli

Educazione Civica: è questo il nome di una delle sfide che le scuole italiane sono chiamate ad affrontare nel corso di quest’anno scolastico.

I Licei dell’Istituto Sociale hanno deciso di leggere nella nuova disciplina l’occasione per approfondire e ripensare attività e tematiche a cui da tempo sono sensibili, anche all’interno delle priorità identificate come rete di scuole Gesuiti Educazione.

In tale cornice, giovedì 17 dicembre gli studenti di quarta liceo classico e di quarta liceo scientifico parteciperanno all’incontro inaugurale del progetto organizzato dal CESPI, il Centro Studi di Politica Internazionale, dal titolo L’Europa di oggi e le sfide di domani. L’incontro si svolgerà in diretta streaming sul canale YouTube del CESPI, e in quest’occasione gli studenti avranno occasione di dialogare con ospiti prestigiosi quali Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Vincenzo Amendola (in attesa di conferma), Ministro per gli Affari Europei, Piero Fassino, Presidente della Commissione affari esteri della Camera dei deputati, e Lucia Annunziata, scrittrice e giornalista, nel ruolo di moderatore. Il progetto proseguirà nella seconda parte dell’anno con appuntamenti mensili dedicati, per una classe, al progetto «I diritti umani», mentre per l’altra a «Comunicare l’Europa».

Gli incontri rientrano nel percorso complessivo che i docenti dell’Istituto hanno strutturato sui cinque anni dei licei, dedicando il primo biennio alle tematiche dell’area ambiente e sviluppo, il terzo anno al tema della partecipazione politica, il quarto allo studio della Costituzione e il quinto alla cittadinanza vera e propria, inserendo così lo studio della Costituzione in un contesto più ampio che ha come fine la formazione di giovani cittadini responsabili.

All’interno di tale spazio ha luogo la Scuola di Politica, rivolta agli studenti del terzo anno e realizzata in collaborazione con Piccole Officine Politiche (Ufficio Pastorale sociale e del lavoro, Arcidiocesi di Torino); essa, in modalità laboratoriale, intende sensibilizzare gli studenti alla partecipazione politica, proponendo attività interattive, anche a distanza, che vanno dalla cura per le parole della politica alla cittadinanza digitale. Ricordiamo, tra i moduli organizzati: Le parole della politica; Curare le parole – Vivere da cittadini informati; Curare le parole – La cittadinanza digitale; Laudato si’: Tracce del pensiero sociale della Chiesa; Costruire valori e azioni; Democratici per scelta e non per nascita; Libertà e partecipazione. La terza liceo scientifico terminerà il percorso entro la pausa natalizia, mentre tra gennaio e febbraio si svolgeranno gli incontri per la terza liceo classico e le due sezioni della terza liceo scientifico sportivo.

Infine, in collaborazione con il Centro Einaudi di Torino, è stato possibile organizzare un laboratorio di cittadinanza, grazie al quale gli studenti del quinto anno potranno incontrare docenti universitari dell’Università degli Studi di Milano con i quali approfondire tematiche di attualità fondamentali per la formazione di un giovane cittadino consapevole e responsabile. Gli incontri si terranno con cadenza mensile nella seconda parte dell’anno secondo il seguente calendario: 25/01/2021, Il superamento dello stato nazionale e i processi di globalizzazione (Andrea Carati, professore associato di Scienza Politica); 18/02/2021, La partecipazione politica e i nuovi media (Andrea Ceron, professore associato in Scienza Politica); 29/03/2021, Nuovi partiti e nuove formazioni politiche (prof. Luciano Fasano, professore associato di Scienza Politica); 12/04/2021, Le politiche neoliberiste e le trasformazioni del Welfare State (Nicola Riva, professore associato di filosofia del diritto); 10/05/2021, Postumanesimo e gender studies (Beatrice Magni, professoressa associata di filosofia politica).

Eco-civica in seconda e in quarta

18 Novembre 2020

È arrivato novembre e, a due mesi dalla prima campanella tanto attesa, la didattica è entrata nel vivo ed è piena di energia!

Le maestre delle classi seconde hanno trovato dei bambini fortemente vogliosi di tornare a far parte del gruppo. Sì, ma quale gruppo? Ecco che la nuova disciplina di quest’anno, l’educazione civica, si è prestata per una riflessione sul concetto di cittadinanza.

Cosa vuol dire essere cittadini e far parte di un gruppo? E di quali gruppi fanno parte i bambini? Siamo partiti dal contesto delle classi seconde e man mano abbiamo allargato la nostra visuale: l’Istituto Sociale, Torino, l’Italia, e ogni pezzo è andato al suo posto. Qualche aspirante scienziato ha subito azzardato “la Via Lattea, l’universo!”, ma per ora ci accontentiamo di restare più vicini…

Forbici e colla alla mano, ed ecco assemblati i nostri lapbook della cittadinanza: al centro ognuno dei bambini, e dietro di lui sempre più grandi tutti gli ambienti di cui è cittadino, con relativi disegni e simboli. La classe, la scuola, la città, la nazione: non ci accontentiamo! La strada della cittadinanza sarà ancora lunga: noi, nel frattempo, abbiamo ben chiaro il nostro punto di inizio. Abbiamo anche i documenti necessari per partire!

 

 

 

Anche le classi quarte hanno iniziato a sporcarsi le mani ed aprire lo sguardo, e anche qui sono stati nominati gli scienziati. Il primo aggettivo per descrivere lo scienziato è la curiosità. In realtà non è l’unico e tante altre qualità lo affiancano. Una di queste è senza alcun dubbio l’osservazione della bellezza e la cura per tutti gli esseri del creato. Il senso civico incontra così la logica e l’arte, e da queste riflessioni è nata l’idea di far costruire un terrarium. Scegliere una pianta, un contenitore e procedere per passi. Cosa insegna? A pensare in termini logici, sequenziali e creativi. Il processo logico nei passi di attuazione, la manipolazione di elementi naturali, l’arricchimento creativo della confezione artistica e la salvaguardia e la cura successiva delle piante sono l’humus per creare nuovi eco cittadini in erba.

Una nuova formazione per cittadini responsabili

10 Settembre 2020

Ogni anno, prima dell’inizio delle lezioni, tutti i Docenti del Sociale, dall’Infanzia ai Licei, si dedicano a una intensa attività di formazione, aggiornamento e programmazione.

In questo anno scolastico, che si presenta ricco di cambiamenti, sfide e nuove attenzioni, questa fase di formazione e programmazione è stata particolarmente intensa.

Il 1 settembre è stato dedicato alla formazione tecnica specifica delle nuove normative, dei rischi legati alla pandemia e alla nuova organizzazione per prevenire e contrastare la diffusione del COVID-19. Tutti i docenti e il personale sono stati formati sul tema, sui suoi rischi, sulle procedure da adottare, sui dispositivi installati in Istituto, sulla riorganizzazione degli spazi e dei percorsi, sulle iniziative di prevenzione e di gestione di eventuali situazioni di pericolo. 

La mattina del giorno successivo, 2 settembre, invece, la formazione ha riguardato il tema: “Una nuova formazione per cittadini responsabili”. Come sede della formazione è stata scelta la sede di Libera (Gruppo Abele) in corso Trapani, che ci ha accolto con disponibilità mettendo i suoi spazi a nostra disposizione. Tre interventi di altissimo livello si sono susseguiti. Ha aperto i lavori il nuovo Direttore Generale del Sociale, il prof. Vincenzo Sibillo, dando il suo benvenuto e introducendo la “chiave di lettura” della giornata.

Nel primo intervento, il P. Francesco Occhetta SJ, gesuita, ha proposto una riflessione su: “Ripartire da un sogno culturale. Dalla formazione alla formazione politica”. Ha scritto P. Occhetta nel suo ultimo libro: “Nella fede cristiana la politica è vocazione e visione, è una forma di carità e di servizio – come ricordava Paolo VI –, è servizio al popolo che diventa il fine dell’azione politica, non lo strumento o il mezzo per compierla”.

Nel secondo intervento, l’on. Piero Fassino, ex-alunno del Sociale, che è stato ministro del commercio con l’estero dal 1998 al 2000, e dal 2017 è Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione Europea, ha proposto le sue considerazioni e il suo punto di vista sul tema: “L’Europa e la formazione di cittadini europei”. L’Europa, infatti, è il contesto sociale, culturale, istituzionale ed economico nel quale i nostri ragazzi sono chiamati a vivere da protagonisti e da cittadini attivi e consapevoli.

Infine, ha chiuso la mattinata l’intervento del prof. Salvatore Passari, sul tema “Dalle conoscenze ai comportamenti: il compito della scuola”, che ha consentito di collegare gli interventi precedenti, ricchi di contenuti, alle attività pomeridiane di programmazione didattica.

Durante il pomeriggio, infatti, i Docenti, divisi in quattro gruppi, hanno lavorato per progettare percorsi didattici sui 4 temi indicati dalle Linee Guida per l’Educazione Civica: Costituzione, Sviluppo Sostenibile, Conoscenza e Tutela del Patrimonio e del Territorio, Cittadinanza Digitale.

Ha concluso la giornata intensa, ricca di stimoli, spunti e anche di lavoro di progettazione e programmazione, la celebrazione della S. Messa, a cui si è unito don Luigi Ciotti, proponendo anche una sua riflessione sulla responsabilità e il ruolo dell’educatore nella società di oggi.

La qualità degli interventi, il profilo dei relatori, il coinvolgimento dei docenti, il loro lavoro di programmazione di nuovi percorsi e attività per i nostri ragazzi hanno reso questa giornata unica e preziosa. 

Riteniamo che per assicurare una scuola di qualità sia essenziale offrire ai Docenti momenti e percorsi di formazione, riflessione e aggiornamento, soprattutto in un momento e un contesto come quello attuale in forte evoluzione e cambiamento.

Guardare lontano, progettare il futuro, delineare le linee educative e didattiche da perseguire sono al centro dei lavori della nostra scuola in questi giorni prima dell’apertura del cancelli per accogliere i nostri ragazzi!

Possiamo solo dire che SIAMO PRONTI!

(photo gallery: cliccare sulla foto per ingrandire)

Progetto Finestre per aprire nuovi orizzonti

23 Marzo 2019

Il 6 e il 7 marzo abbiamo avuto il momento più atteso per il Progetto Finestre. Con le classi seconde del liceo abbiamo incontrato Daniele, gesuita e operatore presso il Centro Astalli, e Soumaila, un ragazzo del Mali che ha condiviso la sua esperienza di rifugiato. Il racconto di una vita cambiata dalla fuga dal proprio Paese, amato, ma ormai divenuto rischioso, la traversata in gommone dopo un primo naufragio e la minaccia di morte da parte degli scafisti, il processo di integrazione in Italia, il servizio presso il Centro Astalli… temi che hanno suscitato interesse e partecipazione… grazie Soumaila, grazie Daniele!

“Qualche settimana fa – raccontano Raffaella e Alice, due ragazze che hanno partecipato all’incontro – abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Soumaila, un ragazzo del Mali. In questo incontro ci ha raccontato tutta la sua e tutte le difficoltà che ha dovuto superare per arrivare qui in Italia; in questo percorso lui ha incontrato sia persone che lo hanno aiutato sia altre che gli hanno voltato le spalle, ma riuscendo sempre a superare tutti gli ostacoli.
Lui come molti altri rifugiati ha avuto la fortuna di superare il viaggio e di essere accolto al centro Astalli, partecipando successivamente al “progetto finestre”.
Grazie a questo progetto, abbiamo avuto l’occasione di avere una vera e propria testimonianza di ciò che sta succedendo in quest’ultimo periodo. 
Le emozioni che abbiamo provato sono state tante; soprattutto dolore e disprezzo verso la società di oggi contro l’emigrazione”.

Di seguito, il racconto di Alessio, un altro studente che ha partecipato al Progetto:

“Sapete qual è il segreto per narrare un fatto? Il segreto per raccontare una storia che attiri l’attenzione è partire dal fondo. Partire dal fondo e raccontare tutto il resto tornandoci a intermittenza; e aggiungendoci particolari.

Ma alcune storie non ne hanno bisogno; non hanno bisogno di un buon conversatore o di un esperto dialogatore. Questo è il caso della storia di Soumaila, la storia di un migrante maliano perseguitato da uno stato ormai allo sbando, corrotto e che elimina tutte le possibili minacce opposizionistiche. Storia che ebbe molti momenti difficili e cupi, da cui solo alcuni avrebbero potuto rialzarsi, a cui pochi avrebbero potuto reagire; momenti in cui anche l’animo vorrebbe fermarsi. Ma è proprio dopo il momento più buio che si inizia a scorgere la luce e così Soumaila, che dopo innumerevoli fughe e svariate minacce è riuscito a vedere la luce in fondo al tunnel; e a trovare pace: per il corpo come per l’animo. Ma la pace dopo certi avvenimenti è difficile da trovare, ma, fortunatamente, la persona di cui vi parlo ha potuto beneficiare dell’aiuto di qualcuno; della disponibilità di qualcuno di accoglierlo: del centro Astalli. Centro che, nato proprio per questo tipo di esigenze, agisce per accogliere e instradare profughi e rifugiati ad una vita più serena e sostenibile.

Ma queste persone non sono alieni, sono come noi, e noi, come loro, abbiamo il dovere di aiutarle nella loro causa come riusciamo; anche in piccolo, perché tanti di quei gesti minori, si trasformeranno in grandi aiuti”.

Primo Sabato del Sociale

8 Ottobre 2014

Riprendono per il triennio dei Licei i Sabati del Sociale, il corso-concorso di educazione alla cittadinanza, pluridisciplinare, su temi di attualità, storia, educazione civica, economia, politica.

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