conferenze

Carlo Maria Martini. La Parola che rigenera il mondo

12 Gennaio 2016

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Torino, costruire il futuro: formazione e impresa

5 Dicembre 2013

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Le start-up: una prospettiva per il futuro?

23 Novembre 2013

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Conferenza su Teilhard de Chardin

29 Aprile 2013

Nel libro Conversazioni notturne a Gerusalemme  afferma il card. Carlo Maria Martini: « Mi ha sempre entusiasmato Teilhard de Chardin, che vede il mondo procedere verso il grande traguardo, dove Dio è tutto in tutto. La sua utopia è un’unità che assegna a ciascuno il suo personale posto, trasparente e accettato da tutti gli altri. Ciò che è personale rimane, ma in Dio siamo uno. L’utopia è importante: solo quando hai una visione lo Spirito ti innalza al di sopra di meschini confini».

Il pensiero di p. Pierre Teilhard de Chardin S.J., un cristiano fedele alla terra e alla ricerca del Cristo universale, a quasi 60 anni dalla sua morte non cessa di esercitare il suo fascino e di manifestare la sua attualità. In particolare, nel nostro contesto di mondo globalizzato, la sua categoria del Cristo universale può aiutare i credenti a vivere un cristianesimo relazionale, capace di praticare il rispetto, il dialogo e la collaborazione tra religione e scienza, le culture e le religioni del mondo.

A mezzo secolo dall’inizio del Concilio Vaticano II ci domandiamo come il suo pensiero sia stato riferimento per alcuni documenti conciliari e come sia attuale per dissentire dai nuovi “profeti di sventura” e presentare una Chiesa gioiosa, “madre amorevole di tutti, benigna, paziente, piena di misericordia e di bontà”

Lectio Magistralis

“La ricerca del senso al tempo della rete”

16 Febbraio 2013

“Sapete qual è la differenza tra Steve Jobs e Sergio Marchionne?” E’ questo l’interrogativo che Antonio Spadaro al centro della conferenza “La ricerca del senso al tempo della rete: un’esperienza scolastica di educazione” ha fatto cadere tra il pubblico che è accorso numeroso nell’Aula Magna dell’Istituto Sociale la sera di martedì 19  febbraio 2013.

“Anzi. Perché all’indomani della sua scomparsa si è attivato un processo di canonizzazione nei confronti del guru di Cupertino e non è successo lo stesso con Marchionne? In realtà entrambi sono imprenditori. Entrambi costruiscono macchine. Eppure una differenza c’è perché le macchine di Jobs hanno a che fare con la parte più elevata dell’essere umano ovvero tutto ciò che è il suo intelletto e in una parola con il suo spirito. Una cosa che naturalmente è difficile riconoscere alle automobili”.

Il direttore di Civiltà Cattolica, dopo l’introduzione di Padre Vitangelo Denora, nella sua lectio magistralis ha toccato le implicazioni più profonde che il mondo del digitale ha rispetto ai temi della vita quotidiana, sgombrando subito il campo da molti degli equivoci che persistono nella mentalità comune rispetto del web. A partire dall’assunto che bisogna smettere di considerare la rete come un semplice strumento di comunicazione, perché è qualcosa di assolutamente diverso e in particolare, per citare una definizione cara agli anglosassoni, è un cervello globale. Un sistema che mette in contatto miliardi di teste in ogni angolo del pianeta. Ecco perché l’espressione “usare internet” è diventata assurda: internet è in primo luogo un’esperienza.

Anche la Conferenza Episcopale dei Vescovi ha ultimamente dichiarato che la rete è un nuovo contesto esistenziale. “Facebook è un mondo reale di relazione e di scambio – ha affermato Spadaro – e non è più un mondo che scorre parallelo alla nostra vita. Di fatto i social network rappresentano il nuovo snodo esistenziale attraverso cui facciamo esperienza degli altri e del mondo. Ciò non significa che rispetto a questa situazione non ci siano nuove problematiche. Pensate a quale sia la situazione che vi getta più nel panico? Quella di non essere trovati. Cioè quella di non avere campo. Infatti, l’uomo non ricerca più, ma pretende di essere messo nelle condizioni di essere cercato e di ricevere tutti gli input che desidera. E’ l’uomo-decoder”. Questo scenario sta avendo ovviamente forti ripercussioni anche sul mondo della scuola dove l’insegnante non ha più bisogno di dare nessuna risposta perché le risposte sono ovunque. Ciò che conta veramente rimane sempre la domanda. Ecco perché oggi la scuola deve essere capace di aprire i giovani a tutto ciò che è diverso da loro.

“Il sapere di oggi – ha concluso Spadaro – è basato sullo sharing. Se non conosci nessuno, non puoi conoscere niente. La conoscenza nel Terzo Millennio è basata sulla condivisione. In più non condividiamo cose, ma condividiamo soprattutto noi stessi e ognuno diventa il testimonial di ciò su cui si fonda la propria esistenza”.

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Padre Antonio Spadaro S.J.: nato il 6 luglio del 1966 a Messina, dopo gli studi classici si laurea in Filosofia, nel 1988 entra nel noviziato dei Gesuiti. Riceve l’ordinazione sacerdotale nel 1996 e nel 2007 pronuncia i voti solenni nella Compagnia di Gesù. Nel frattempo consegue il Diploma in  Comunicazioni Sociali alla Pontificia Università Urbaniana (1999) e il Dottorato di ricerca in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana (2000). Oggi risiede a Roma dove è Direttore di La Civiltà Cattolica, Consultore al Pontificio Consiglio per la Cultura, Consultore al Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociale, Consulente Ecclesiastico presso l’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani (UELCI). È fondatore (1998) e animatore di BombaCarta e Blogger di CyberTeologia

 

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