dantedì

La primavera in DAD alla Primaria, tra i canti di Dante

5 Aprile 2021

Nessuno nega che la DAD sia difficile, quasi impossibile. Che renda orizzontale a livello visivo ed emotivo il clima classe, che spezzi il concetto di relazione, empatia, condivisione e chi più ne ha più ne metta.

Eppure, di questo mare didattico virtuale in cui siamo, voglio vedere qualcosa di positivo che ho cercato di far leggere ai miei piccoli allievi. Oggi, e nella settimana precedente, in DAD, abbiamo festeggiato la primavera. L’abbiamo fatto con le arti pittoriche, musicali e poetiche. L’abbiamo fatto guardando mettere radici al seme di un fagiolo piantato da tutti dietro gli schermi e osservando, ogni giorno, crescere i suoi delicati, teneri e fragilissimi germogli.

Tra una radice e la Primavera di Vivaldi, gli allievi hanno scoperto – nel Dantedì  – che il viaggio del sommo poeta  è anche il loro: che affronteranno inferni, purgatori e paradisi e che, magari, non tutti ricorderanno il significato etimologico di allegoria e didascalia ma cercheranno di rendere avventuroso il poema della loro vita. In queste due settimane abbiamo rivisto un angolo di vita personale di ognuno di noi, chiuso nelle proprie case, e assaporato la lettura teatralizzata pomeridiana e le arringhe pro Pinocchio e contro Harry Potter o viceversa. Ci siamo trasformati in eco-designer ideando, ognuno nella sua casata ‘Potteriana’,  nuovi erogatori contro lo spreco dell’acqua potabile e a favore di un mondo con meno plastica.  Nella viva speranza di tornare in classe il 7 aprile, avremo imparato, seppur nelle difficoltà,  un altro canto:

“sii sempre il meglio di ciò che sei” . Lo diceva M. L. King che non poteva sapere cosa fosse la DAD ma, forse, avrebbe detto che, anche nel buio e dietro lo schermo, l’unico modo per scorgere una stella è cercarla anche dove pare che non ci sia….

A presto, ragazzi.

Gabriella Mancini

Il senso del Dantedì per l’Istituto Sociale

25 Marzo 2021

Le celebrazioni hanno insite in loro un elemento di ambiguità. Esaltando e glorificando il passato tendono, infatti, a confinare l’autore o l’evento celebrato in una dimensione irrimediabilmente antica e perduta. Spesso, la celebrazione non fa altro che conficcare chiodi splendidi e lucenti nel coperchio di una bara, con la quale seppellire il celebrato nella polvere dei libri. Eppure dovrebbe essere l’esatto contrario. Essa dovrebbe piuttosto rinnovare, a ogni ricorrenza, la ineguagliabile attualità del soggetto trattato.

È con questa impostazione che all’Istituto Sociale, nella giornata di giovedì 25 marzo, si è celebrato il Dantedì. I professori di Italiano del Liceo si sono rivolti agli studenti delle terze medie proprio con la finalità di trasmettere l’eredità e lo spirito di Dante alle nuove generazioni, a ragazzi che ancora si devono apprestare a scoprire il Poeta in tutta la sua potenza e bellezza. E, per farlo, si sono avvalsi dell’aiuto di un gruppo di studenti triennali del liceo: ciascuno di loro ha letto e commentato un passo dantesco, da Tanto gentile e tanto onesta pare, al proemio dell’Inferno; dalla più pura vicenda di amore dannato, quella di Paolo e Francesca, alla umana curiosità, punita ma esaltata, di Ulisse; per poi ascendere al Purgatorio e alle alte vette dei discorsi poetici.

Un Dante, quindi, trasmesso dai giovani ai giovani. Un Dante attuale, contemporaneo, assolutamente moderno anche a settecento anni dalla sua scomparsa. Un Dante non solo da studiare, ma di cui parlare, discutere, e con cui ogni generazione può scoprire inediti punti di contatto.

Il Dantedì dell’Istituto Sociale ha così voluto esumare l’anima e lo spirito dell’autore della Commedia, spolverarlo e riportarlo alla luce dell’oggi.  O, come avrebbe detto qualcuno, a riveder le stelle.

Prof. Stefano Peradotto

Convegno “Dante prossimo mio”

24 Marzo 2021
In occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante, il Sociale, in quanto parte della Rete Nazionale dei Licei Classici, partecipa al Convegno “Dantedì prossimo mio”, che si terrà online giovedì 25 marzo 2021.
 
La nostra Preside dei Licei, prof.ssa Chiara Alpestre, è parte del Comitato Tecnico Organizzativo della Rete Nazionale dei Licei Classici e interverrà al Convegno di giovedì 25 marzo.
 

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