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Effatà: una finestra aperta sul mondo

21 Ottobre 2015

Torino, 18 ottobre 2015
Giornata Missionaria Mondiale

A tutte le Famiglie, Alunni, Docenti, non Docenti, Amici del Sociale

“Il mondo è la nostra casa”. Così dicevano i primi gesuiti, sintetizzando la vocazione internazionale e missionaria della Compagnia di Gesù fin dalle origini. Le stesse parole sono scritte a grandi lettere nell’atrio della nostra scuola. Tre anni fa, infatti, abbiamo avviato un grande progetto di internazionalità per promuovere nei nostri ragazzi una sensibilità verso gli altri, una apertura al mondo e una conoscenza di altre realtà e culture.

L’internazionalità ci porta pertanto a confrontarci con altre persone, paesi e popoli. Tra di essi molti vivono e soffrono situazioni di povertà e di difficoltà, talvolta nella completa indifferenza di gran parte del mondo e nel silenzio dei mass-media. Quante volte Papa Francesco ha esortato tutti i cristiani a combattere questa “globalizzazione dell’indifferenza” e a coltivare una attenzione ai poveri, ai bisognosi, agli emarginati!

Desideriamo oggi  riscoprire questa profonda vocazione missionaria della Compagnia di Gesù, che costituisce un elemento caratterizzante del nostro progetto educativo, attraverso un “Progetto missionario d’Istituto”, che abbiamo pensato di denominare “Effatà: una finestra aperta sul mondo”. Questa iniziativa, che intende coniugare la solidarietà missionaria con obiettivi di carattere educativo e didattico (apertura al prossimo e conoscenza degli altri), ci vedrà coinvolti fin da subito principalmente e prioritariamente lungo tre direttrici: a sud verso il KENYA, a ovest verso il PERÙ e ad est verso la ROMANIA.

Ciascuna scuola del nostro Istituto si concentrerà nell’incontro/scambio con uno di questi tre Paesi e promuoverà iniziative culturali di conoscenza, ma anche di concreta solidarietà e sostegno. Per questo, stiamo già pensando ai primi progetti, anche se altre attività potranno essere realizzate e promosse, contando sulla creatività e l’impegno di ciascuno di noi: alunni, famiglie, scuola, amici.

Dal 26 al 30 ottobre, a conclusione del mese che per la Chiesa è dedicato alle missioni, vivremo una “SETTIMANA MISSIONARIA”, con la vendita di prodotti e altre iniziative, cercando proprio di realizzare le parole di Papa Francesco “La fraternità e la solidarietà universale sono connaturati alla vita [della Chiesa, e quindi di ogni cristiano], alla missione nel mondo e per il mondo […] a ciascuno è chiesto di operare affinché le proprie comunità sappiano accogliere con amore preferenziale i poveri […] perché tutti possano entrare e trovare rifugio”.

Seguirà il 4 novembre una CENA MISSIONARIA, che sarà preceduta da una mia presentazione alle ore 19.30 sul significato di questo progetto e che, in prossimità del Natale, aprirà le porte alle “vendite natalizie della solidarietà”.

Con tutte queste iniziative, che riguardano più da vicino e direttamente i nostri bambini e ragazzi ed hanno una duplice valenza didattica ed educativa, cerchiamo di dare attuazione ai valori fondamentali del nostro progetto educativo e del profilo dello studente ignaziano, formando persone capaci di servizio all’umanità, cittadini del mondo aperti al dialogo e all’accoglienza, veri “uomini e donne per gli altri”.

Sono sicuro che i nostri bambini e ragazzi sapranno stupirci con la loro capacità di capire e la loro generosità e aiuteranno anche noi adulti ad “allargare lo spazio della nostra tenda”, come ci ricorda la Bibbia, per un mondo che diventi davvero la casa di tutti , “la nostra casa”.

Con l’occasione Vi mando un cordiale ed affettuoso saluto,

P. Vitangelo C.M. Denora S.I.

Bentornato P. Vitangelo!

27 Giugno 2015

Padre Vitangelo Denora è tornato dal suo terz’anno in Kenya proprio poche ore prima dell’arrivo di Papa Francesco a Torino. Lunedì 22 giugno al Sociale, abbiamo salutato Padre Vitangelo in un momento di preghiera in cappella Licei, seguito da un momento conviviale a cui hanno partecipato rappresentanti di tutte le diverse “anime” della grande comunità del Sociale (dai docenti ai non docenti, dagli ex-alunni ai movimenti ignaziani).

Al pomeriggio dello stesso giorno, la comunità dei Gesuiti del Sociale e la Direzione della scuola sono stati ricevuti in una breve udienza privata da Papa Francesco nell’Arcivescovado di Torino. Il giornale diocesano “La Voce del Popolo” ha pubblicato un articolo di P. Vitangelo su questo incontro e sulla sua esperienza in Africa in questi sei mesi (Leggi qui l’articolo “L’abbraccio ai confratelli”).

Dalla sua partenza avvenuta all’inizio dell’anno, P. Vitangelo non ha mai mancato in questi mesi di farci sentire la sua vicinanza e il suo affetto mandandoci spesso messaggi, foto, testi, anche grazie alla tecnologia, facendoci così conoscere e incontrare la realtà in cui lui stava vivendo e operando.

In noi e in lui, con il passare dei giorni, è cresciuta una consapevolezza nuova: in quella missione eravamo presenti con lui tutti noi della rete Gesuiti Educazione. Anche per noi è stata una conoscenza che è cresciuta nel tempo, attraverso i racconti e le foto che p. Vitangelo ci inviava. Grazie a questo contatto abbiamo potuto reciprocamente conoscere e incontrare altri bambini, ragazzi, giovani e crescere insieme.

“In questo ultimo periodo – racconta P. Vitangelo dal Kenya – ho vissuto l’ultima fase del mio terz’anno che è quella dell’esperimento apostolico. In questo tempo veniamo inviati in contesti in cui poterci immergere nella vita della gente, specie quella più povera, provando a testimoniare la vicinanza e la cura del Signore.

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Sono stato ad Ongata Rongai presso le Evangelizing Sisters of Mary. Abbiamo lavoriamo all’incrocio di tre slums intorno a Nairobi (Kware, Gataka, Bangladesh…) dove le suore hanno pian piano affiancato al lavoro con i bambini e con le famiglie più povere e vulnerabili la costruzione di due scuole (una scuola dell’infanzia ed un liceo), anche con l’aiuto di alcuni nostri amici italiani (appartenenti alla Giacomo Giacomo onlus e alla Lega Missionaria Studenti). Mi ha molto colpito la grande energia e gioia dei bambini che pure vivono in contesti di povertà estrema (non hanno molto spesso un letto nella casa in cui abitano, dove molte volte entra l’acqua dal tetto o anche dalla strada in questa stagione delle piogge….  e non sempre hanno un pasto caldo per poter crescere in modo sano). Io ho cercato di passare del tempo con loro, di dare qualche aiuto alle suore e al loro staff e di giocare anche con i più piccoli.

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Sono stato in realtà facilitato dal fatto di essere straniero e bianco (qui si dice ‘musungu’) e quando arrivavo nello slum i bambini cominciavano a gridare “musungu, musungu…” ed in pochi minuti mi ritrovato circondato, stringevo loro la mano e diventavamo subito amici. Mi ha colpito molto anche la solidarietà tra di loro: i più grandi si occupano dei più piccoli (li portano in braccio, li accompagnano mano nella mano a scuola, dopo aver giocato un poco con me, me li presentano perché possa giocare anche con il loro fratellino o la loro sorellina più piccoli). Mi ha colpito il loro sorriso e la loro felicità nel divertirsi con poco (oltre la loro passione per la musica e la danza) ed il coraggio, la forza, la fede di tutta questa gente nel vivere in queste situazioni che sono spesso disumane.

Stando qui in Kenya ho pensato spesso e molto ai nostri bambini e ai nostri giovani e a come sia importante aiutare le giovani generazioni a crescere bene e a fare questo nostro mondo più giusto e più bello. L’educazione è importante in tutti i paesi per un futuro di maggiore umanità e mi ritornano in mente le parole profetiche dei primi gesuiti: educare è rinnovare il mondo.

Devo dirvi che in questi mesi in molti momenti mi sono sentito in missione non solo a titolo personale, ma anche a nome delle nostre scuole della rete Gesuiti Eduazione e di tutti i nostri giovani. E’ importante oggi essere vicino ai giovani, credere in loro, dare loro gli strumenti per essere protagonisti della loro vita e aiutarli a crescere nella consapevolezza delle ferite del mondo, ma soprattutto nell’apertura e nella solidarietà che può proprio nascere dai più piccoli. E’ quello che stiamo anche nel nostro piccolo provando a fare, allargando sempre di più il nostro orizzonte… oggi in qualche modo, anche attraverso questa mia esperienza, a nuovi piccoli e giovani amici del Kenya.

Un mondo che impara a condividere, a guardare le cose diversamente, ad amare può nascere anche grazie al nostro impegno nell’educazione, proprio al generoso lavoro delle nostre scuole, che possono essere luoghi di fiducia, di speranza e di amore. Del resto questo è proprio il sogno di Dio per ciascuno di noi e per l’umanità intera: il suo Regno….”

Grazie P. Vitangelo di questa tua testimonianza, di questa opportunità che ci hai dato per conoscere un nuovo mondo e nuovi amici e… bentornato tra noi!

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