progetto finestre

Progetto Finestre – Storie di rifugiati

2 Febbraio 2020

“La Fondazione Centro Astalli propone, dal 2002, il  progetto Finestre – Storie di rifugiati, che vuole favorire la riflessione, in un pubblico soprattutto di giovani e studenti, sul tema dell’esilio, in particolare attraverso il contatto diretto con rifugiati e l’ascolto delle loro storie di vita”.

L’Istituto Sociale da qualche anno con le classi seconde dei Licei aderisce al Progetto Finestre, che prevede un impegno di preparazione all’incontro con un rifugiato e un operatore del Centro Astalli, attraverso letture,  film e lavori di gruppo  su temi relativi alle migrazioni e alle cause responsabili del fenomeno.

I gruppi di alunni scelgono il modo per riflettere su un aspetto particolare del tema e di presentarlo ai compagni o ad altre classi. In questo caso abbiamo un video prodotto da un gruppo della 2a scientifico A che vuole comunicare  un messaggio di apertura, di inclusione e di come i pregiudizi spesso ci fanno perdere di vista la ricchezza dell’incontro con persone provenienti da altri Paesi e culture.  

> Sito del Progetto Finestre del Centro Astalli

 

Progetto Finestre per aprire nuovi orizzonti

23 Marzo 2019

Il 6 e il 7 marzo abbiamo avuto il momento più atteso per il Progetto Finestre. Con le classi seconde del liceo abbiamo incontrato Daniele, gesuita e operatore presso il Centro Astalli, e Soumaila, un ragazzo del Mali che ha condiviso la sua esperienza di rifugiato. Il racconto di una vita cambiata dalla fuga dal proprio Paese, amato, ma ormai divenuto rischioso, la traversata in gommone dopo un primo naufragio e la minaccia di morte da parte degli scafisti, il processo di integrazione in Italia, il servizio presso il Centro Astalli… temi che hanno suscitato interesse e partecipazione… grazie Soumaila, grazie Daniele!

“Qualche settimana fa – raccontano Raffaella e Alice, due ragazze che hanno partecipato all’incontro – abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Soumaila, un ragazzo del Mali. In questo incontro ci ha raccontato tutta la sua e tutte le difficoltà che ha dovuto superare per arrivare qui in Italia; in questo percorso lui ha incontrato sia persone che lo hanno aiutato sia altre che gli hanno voltato le spalle, ma riuscendo sempre a superare tutti gli ostacoli.
Lui come molti altri rifugiati ha avuto la fortuna di superare il viaggio e di essere accolto al centro Astalli, partecipando successivamente al “progetto finestre”.
Grazie a questo progetto, abbiamo avuto l’occasione di avere una vera e propria testimonianza di ciò che sta succedendo in quest’ultimo periodo. 
Le emozioni che abbiamo provato sono state tante; soprattutto dolore e disprezzo verso la società di oggi contro l’emigrazione”.

Di seguito, il racconto di Alessio, un altro studente che ha partecipato al Progetto:

“Sapete qual è il segreto per narrare un fatto? Il segreto per raccontare una storia che attiri l’attenzione è partire dal fondo. Partire dal fondo e raccontare tutto il resto tornandoci a intermittenza; e aggiungendoci particolari.

Ma alcune storie non ne hanno bisogno; non hanno bisogno di un buon conversatore o di un esperto dialogatore. Questo è il caso della storia di Soumaila, la storia di un migrante maliano perseguitato da uno stato ormai allo sbando, corrotto e che elimina tutte le possibili minacce opposizionistiche. Storia che ebbe molti momenti difficili e cupi, da cui solo alcuni avrebbero potuto rialzarsi, a cui pochi avrebbero potuto reagire; momenti in cui anche l’animo vorrebbe fermarsi. Ma è proprio dopo il momento più buio che si inizia a scorgere la luce e così Soumaila, che dopo innumerevoli fughe e svariate minacce è riuscito a vedere la luce in fondo al tunnel; e a trovare pace: per il corpo come per l’animo. Ma la pace dopo certi avvenimenti è difficile da trovare, ma, fortunatamente, la persona di cui vi parlo ha potuto beneficiare dell’aiuto di qualcuno; della disponibilità di qualcuno di accoglierlo: del centro Astalli. Centro che, nato proprio per questo tipo di esigenze, agisce per accogliere e instradare profughi e rifugiati ad una vita più serena e sostenibile.

Ma queste persone non sono alieni, sono come noi, e noi, come loro, abbiamo il dovere di aiutarle nella loro causa come riusciamo; anche in piccolo, perché tanti di quei gesti minori, si trasformeranno in grandi aiuti”.

Progetto finestre

17 Maggio 2018

Come avevamo dato notizia nei mesi scorsi, quest’anno anche il Sociale ha aderito al Progetto Finestre del Centro Astalli. Gli alunni delle Seconde classi del Liceo, coordinate dalla Prof.ssa Suor Luciana Lussiatti, hanno lavorato dall’inizio dell’anno attraverso varie modalità di approfondimento sui temi legati alle Migrazioni, le guerre e l’interculturalità. Questo percorso comprendeva anche l’incontro con operatori del Centro Astalli  e testimoni diretti (svoltisi nel mese di marzo). E’ stata inoltre prevista la partecipazione al Concorso “La scrittura non va in esilio”, per il quale gli alunni sono invitati scrivere un racconto relativo ai temi del progetto

E’ questo un modo per sensibilizzare a questioni molto dibattute non sempre in modo sereno, ma è anche un’occasione significativa di aprirci ad altre culture e di inserirci in attività di Rete.
I ragazzi hanno creato video, presentazioni e cartelloni che hanno presentato ed esposto in classe, confrontandosi e discutendo tra di loro. Qui è possibile vedere uno dei prodotti realizzati dai ragazzi.

Di seguito i racconti di due ragazze (Beatrice e Leila), che hanno partecipato al progetto e sintetizzano così la loro esperienza.

“Parte di questo progetto sono stati i due incontri con Soumaila Daiwara migrante proveniente dal Mali attualmente residente a Roma e impiegato come interprete presso una commissione territoriale. Era presente anche Francesca Cuomo, coordinatrice del progetto Finestre in più di 100 scuole sul territorio italiano ed impiegata presso il Centro Astalli di Roma.

Giovedì 15 marzo si è svolta unʼora di incontro plenario con tutte le classi, in cui si è parlato in generale del concetto di migrazione, si sono approfonditi dati specifici sul fenomeno e gli studenti hanno potuto fare domande sulle più svariate cose riguardanti permesso di asilo, viaggio dʼarrivo e molto altro.

Il giorno seguente invece ogni classe ha avuto due ore di incontro più specifico con i due ospiti. Partendo prima dalla storia di Soumaila, raccontata da lui in persona, sono stati esposti alcuni degli elaborati sul progetto preparati precedentemente, durante lʼora formativa.

Il progetto si concluderà con la partecipazione degli studenti al concorso letterario “La scrittura non va in esilio”, per cui ognuno scriverà un racconto su immigrazione, dialogo interreligioso, diritto dʼasilo o società interculturale. La scadenza della presentazione dei lavori è fissata al 15 maggio.

I migliori dieci dʼItalia verranno poi premiati durante una conferenza finale.

Il progetto sembra essere stato molto apprezzato dagli studenti, che si sono impegnati veramente molto. In conclusione, buona fortuna a tutti per il concorso!”

Beatrice B.

 

“Per noi l’immigrazione forzata è sempre stata un mero concetto astratto, che vivevamo solo attraverso fotografie e notiziari alla televisione.

L’incontro del 17 marzo con Soumaila Daiwara, però, ci ha aperto un mondo ancora inesplorato dal punto di vista psicologico.

Abbiamo vissuto finalmente sulla nostra stessa carne l’amaro dolore del partire dalla nostra casa e dall’abbandonarla per sempre, e così facendo abbandonando anche i nostri affetti, le uniche persone che con le loro braccia hanno il potere di sostenerci, non lasciandoci cadere nel vuoto.”

Leila K.

 

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