studenti

Per chi suona la campanella 2

6 Maggio 2020

Da qualche settimana la campanella scolastica non suona più come prima, ma non si è certo spenta. Possiamo dire che si è presa una pausa lasciando spazio alle notifiche di Google Calendar che scandiscono le giornate scolastiche “a distanza”.

Tuttavia ciò che di profondo unisce i nostri studenti, gli insegnanti, i Padri e tutti coloro che ruotano attorno alla nostra scuola, rimane e resiste. Ecco perché abbiamo pensato di raccogliere in questo spazio alcuni “articoli” scritti dai nostri studenti della scuola secondaria di primo grado che danno la loro visione di questo periodo scolastico così particolare e unico.

Per questa seconda puntata diamo la parola a Gaia e Giulia

Questa didattica online è solo un “assaggio” delle lezioni normali. Prima di questo momento non avremmo mai pensato di usare il computer come strumento di lavoro essenziale. Non sono solo io ma per tutti questo è stato un passo nuovo. Credo che la didattica online possa in parte sostituire le lezioni normali. Certo quest’ultime sono le migliori ma in questo momento è meglio prevenire. Ci sarà poi il momento per rivederci e stare insieme.

                                                                                                                                                                                                         Gaia Aucca

Queste settimane di quarantena sono state per me un modo per stare vicino alla mia famiglia, per conoscere alcuni aspetti di essa e per imparare da ogni situazione. Per quanto riguarda la didattica a distanza non è stato un problema, anzi: fare lezioni a casa è stato quasi una fortuna. Studiand0 a distanza non è molto facile interagire con gli altri, commentare o fare domande; però si possono fare più approfondimenti, con foto e testi sul computer.

                                                                                                                                                                                                       Giulia Vercelli 

Classe Terza

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Per chi suona la campanella 2

6 Maggio 2020

Da qualche settimana la campanella scolastica non suona più come prima, ma non si è certo spenta. Possiamo dire che si è presa una pausa lasciando spazio alle notifiche di Google Calendar che scandiscono le giornate scolastiche “a distanza”.

Tuttavia ciò che di profondo unisce i nostri studenti, gli insegnanti, i Padri e tutti coloro che ruotano attorno alla nostra scuola, rimane e resiste. Ecco perché abbiamo pensato di raccogliere in questo spazio alcuni “articoli” scritti dai nostri studenti della scuola secondaria di primo grado che danno la loro visione di questo periodo scolastico così particolare e unico.

Per questa seconda puntata diamo la parola a Gaia e Giulia

Questa didattica online è solo un “assaggio” delle lezioni normali. Prima di questo momento non avremmo mai pensato di usare il computer come strumento di lavoro essenziale. Non sono solo io ma per tutti questo è stato un passo nuovo. Credo che la didattica online possa in parte sostituire le lezioni normali. Certo quest’ultime sono le migliori ma in questo momento è meglio prevenire. Ci sarà poi il momento per rivederci e stare insieme.

                                                                                                                                                                                                         Gaia Aucca

Queste settimane di quarantena sono state per me un modo per stare vicino alla mia famiglia, per conoscere alcuni aspetti di essa e per imparare da ogni situazione. Per quanto riguarda la didattica a distanza non è stato un problema, anzi: fare lezioni a casa è stato quasi una fortuna. Studiand0 a distanza non è molto facile interagire con gli altri, commentare o fare domande; però si possono fare più approfondimenti, con foto e testi sul computer.

                                                                                                                                                                                                       Giulia Vercelli 

Classe Terza

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Per chi suona la campanella 1

3 Maggio 2020

Da qualche settimana la campanella scolastica non suona più come prima, ma non si è certo spenta. Possiamo dire che si è presa una pausa lasciando spazio alle notifiche di Google Calendar che scandiscono le giornate scolastiche “a distanza”.

Tuttavia ciò che di profondo unisce i nostri studenti, gli insegnanti, i Padri e tutti coloro che ruotano attorno alla nostra scuola, rimane e resiste. Ecco perché abbiamo pensato di raccogliere in questo spazio alcuni “articoli” scritti dai nostri studenti della scuola secondaria di primo grado che danno la loro visione di questo periodo scolastico così particolare e unico.

Iniziamo con le impressioni di Giorgia e Eloisa.

In questi ultimi mesi la nostra vita è cambiata e con essa anche la scuola. Sicuramente non ci saremmo mai aspettati un cambiamento simile nel modo di apprendere, ritrovandoci da un giorno all’altro a fare lezione e vedere i nostri compagni attraverso uno schermo.
Il dispiacere più grande, per tutti noi studenti, è quello di non potere più vedere i nostri compagni e professori di persona perché in questo modo si perde un po’ il rapporto confidenziale che si aveva prima, anche se grazie alle tecnologie di oggi riusciamo a tenerci in contatto con entrambi. Infatti, un aspetto che fa riflettere molto è che se questa pandemia fosse comparsa qualche decennio fa non avremmo avuto l’opportunità di rimanere così vicini virtualmente.
Tuttavia ancora adesso ci sono alcune problematiche con la tecnologia, come per chi non riesce ad avere una connessione stabile e rischia così di perdere delle lezioni.
Per quanto riguarda la didattica a distanza molti ragazzi trovano faticoso seguire le lezioni senza distrarsi, dato che, non trovandosi in classe, e si sentono erroneamente più liberi perché meno controllati.

Uno degli aspetti secondo noi positivi, è che le valutazioni sono state sostituite da dei giudizi, grazie ai quali noi studenti non ci concentriamo più sul voto ma su come è stata l’esposizione e su come potremo migliorarla.
Un altro aspetto positivo è che sono state ridotte le ore di lezione per non farci stare troppe ore di fronte a uno schermo e per lasciare spazio alle verifiche e interrogazioni di pomeriggio.

Infine, come ci stiamo rendendo conto anche noi ragazzi, questo è un periodo molto particolare, di cui tra anni probabilmente si parlerà nei libri di storia come un evento rivoluzionario; in più questo stesso momento ci sta rendendo tutti più responsabili e maturi, dato che dobbiamo imparare a imporci delle regole da soli senza che siano altri a dettarcele.
La cosa più importante di questo periodo è, comunque, continuare a impegnarsi come si faceva prima, senza farsi abbattere dalla situazione complicata che stiamo vivendo, per uscirne, una volta terminata, più forti e uniti.

Giorgia Ferrara – Eloisa Finocchiaro

Classe Terza

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E’ uscito “L’ACQUARIO” n.2

13 Aprile 2016

redazione giornalinoE’ in edicola il secondo numero de “L’ACQUARIO“, il giornale “autonomo” degli studenti dei Licei dell’Istituto Sociale.

Oltre a complimentarci con la redazione e con tutti coloro che hanno collaborato e contribuito alla realizzazione di questo numero, riportiamo di seguito copertina, indice e redazionale di questo nuovo numero.

Per chi se lo fosse perso, inoltre, a fondo pagina, è possibile anche scaricare il PDF del primo numero del giornale.

Venerdì 8 Aprile 2016, inoltre, una delegazione della redazione si è recata a Tortona per partecipare al 23° Convegno Interregionale della Stampa Studentesca. L’evento è stato, come l’anno scorso, un’opportunità per incontrare le redazioni provenienti da molte città italiane, condividere la linea editoriale di ognuna e affrontare temi di attualità nelle varie commissioni di lavoro: occasioni del genere hanno soprattutto lo scopo di ribadire l’importanza della stampa studentesca nella formazione dei ragazzi, che nel lavoro di redazione esercitano la propria capacità critica e di collaborazione. Speriamo che la redazione sia sempre più proficua e continui la sua attività con costanza e determinazione!

Se ti sei perso il N. 1, puoi scaricarlo in PDF da qui: 

  • fileicon L'Acquario N.1
  •  

    acquarioN2 acquarioN2_index

    (cliccare sulle immagini per ingrandire)

     

    EDITORIALE al N.2

    Tra il primo e il secondo numero siamo indubbiamente cresciuti. Non parlo del numero dei redattori, delle rubriche, degli articoli o delle pagine del giornale. 

    Parlo poi, soprattutto, dell’attività seminariale nelle nostre riunioni riguardo l’impaginazione del giornale: è questo, possiamo orgogliosamente dirlo, il primo numero de L’ACQUARIO in cui ciascun autore e/o responsabile di rubrica ha personalmente impaginato i propri pezzi e/o i pezzi della propria rubrica. E’ da queste attività che ci si addentra nei meandri delle reali dinamiche redazionali. Parlo, invece, dell’intensità delle nostre riunioni, in cui si è discusso sull’opportunità o meno di pubblicare un articolo (nel caso specifico, l’intervista a Piero Fassino, problematica per via delle imminenti elezioni comunali) giungendo a una conclusione comune (quale, lo scoprirete solo sfogliando). E’ da queste discussioni, anche accese e disordinate, che passa la crescita, la formazione e la compattezza di una redazione.

    Parlo, infine, delle richieste di pubblicazione pervenuteci da alcuni di voi, richieste accettate dalla redazione (anche qui, sfogliate e scoprirete quali). E’ per noi un riconoscimento importante, oltre che essere un piacere per la qualità dei pezzi proposti e per l’appello alla partecipazione che avete raccolto, affinché il giornale sia davvero, come da nostre intenzioni originarie, il vostro giornale.

    Un giornale, in questo senso, sempre più vostro, dal momento che anche il lavoro della direzione è di fatto svolto dalla segreteria di redazione e dalla segreteria di direzione, a cui va, in chiusura, non solo un particolare “grazie”, ma anche i miei più sinceri complimenti.

    Cresceremo ancora, scommetteteci, come ci scommetto io. Perché a scommettere su un gruppo così, credetemi, non si perde mai.

    Alessandro Maurini

  • fileicon L'Acquario N.1
  • “Social Time” – numero 0

    8 Febbraio 2014

    social time preside“Un giornalino che, nella sua modestia, si interessa un po’ di tutto, esattamente come un adolescente che lancia le prime occhiate sul mondo. Si occupa di attualità, di cinema, di valori, di libri, di pettegolezzi proprio come noi. Lo abbiamo progettato per questo, perchè sia vicino agli studenti e possa essere loro utile, sia come mezzo d’informazione che come svago”. (dall’editoriale di Social Time n.0)

    E’ infatti uscito in questi giorni il primo numero di “SOCIAL TIME”, il giornalino redatto dagli studenti del liceo dell’Istituto Sociale. La nuova pubblicazione, tirata a colori in 60 copie, è stata pensata, scritta e impaginata dai ragazzi della Quarta Scientifico e Seconda Classico grazie al coordinamento dalla prof.ssa Tribuzio e alla supervisione del Preside dei Licei Piero Cattaneo, che ce ne parla in questa intervista.

    freccia_rossa  LEGGI IL NUMERO ZERO

    Dopo anni di assenza, ritorna a vivere il giornalino scritto dagli studenti del Sociale, come è nata quest’avventura?

    L’idea si è sviluppata dopo alcuni colloqui con un gruppo di studenti  e la prof.ssa Tribuzio, la quale è molto sensibile a questo tipo di comunicazione e l’ha proposta nelle due classi in cui lavora, la quarta scientifico e la seconda classico.

    Io credo che il fatto di avere un giornale pensato, scritto, voluto dai ragazzi sia un elemento di grande valore formativo. Questa è un’esigenza che ho riscontrato anche in altre scuole in cui ho lavorato, perché da sempre i ragazzi hanno bisogno di scrivere, di esprimersi e di vedere “concretizzati” i risultati del loro lavoro.

    Inoltre sul piano della formazione è un momento importante perché al di là della scrittura, entrano in campo aspetti decisivi come il lavorare insieme, il confrontarsi, il decidere le tematiche o gli argomenti da trattare. Il giornale degli studenti è innanzitutto un momento di socializzazione molto forte all’interno della classe e della scuola. L’istituto Sociale non è nuovo a queste esperienze: molti ex allievi si ricordano certamente di “Cactus” altro giornale elaborato e   curato dagli studenti dell’Istituto.

    Qual è l’obiettivo che si sono posti i ragazzi impegnati in questa iniziativa?

    La redazione al lavoro

    La redazione al lavoro

    Vogliono soprattutto che crei aggregazione non solo tra chi ha materialmente realizzato il giornale, ma anche tra tutti gli studenti che frequentano la scuola. Proprio in funzione di questa esigenza il mio desiderio è di non limitare il discorso ai soli Licei, ma di estenderlo anche agli altri plessi.

    Infatti, uno dei compiti che i Padri Gesuiti mi hanno proposto è proprio quello di sviluppare la cultura della verticalità nella elaborazione del Curricolo di istituto e l’attività di redazione del giornale, da parte dei ragazzi, rientra in questa prospettiva di lavoro, quale strumento di comunicazione eccellente per tutti gli iscritti al Sociale.

    Lei però arriva già da una lunga esperienza riguardo a questo genere di pubblicazioni…

    Ho promosso la redazione del giornale d’istituto (a cura degli studenti) un po’ in tutti gli istituti in cui ho lavorato, anche perché  vengo dalla realtà di Piacenza, dove insegno Metodi e Strumenti della sperimentazione educativa all’Università Cattolica e dove esiste un Centro di Documentazione che ha promosso vari convegni nazionali proprio sui giornali d’istituto. Non va dimenticato che sono state elaborate  anche  tesi di laurea sull’argomento.  Per esperienza personale e professionale ho sempre creduto nella validità educativa di questa attività e per questo, appena ho colto una disponibilità dei ragazzi e dei docenti  al Sociale, ho accettato molto volentieri la loro proposta,  impegnandomi perché venisse realizzata.

    Dal punto di vista dei contenuti, qual è il taglio che contraddistingue Social Time?

    social timeQuesto è il numero zero. Non è casuale che i ragazzi abbiano messo il volto di Nelson Mandela in prima pagina: il carisma e la popolarità del  Nobel per la pace, recentemente scomparso, hanno lasciato un segno anche nelle menti e nei cuori dei giovani liceali del Sociale e… non solo.

    Le tematiche affrontate in questo numero zero sono state scelte direttamente da loro: sono argomenti collegati alle esperienze personali,  come le pagine del “C’è chi va…e c’è chi viene!” dedicate agli scambi internazionali in Cina, Irlanda e Australia, pienamente in sintonia con la missione di internazionalità del Sociale, trattata attraverso la lente di ciò che i ragazzi colgono nelle esperienze all’estero.

    Ci sono argomenti che vengono affrontati a partire da sondaggi interni tra studenti dell’istituto: in questo numero il focus è posto sulla pena di morte e    sul problema delle tossicodipendenze; a fianco ci sono pagine del giornale dedicate  alla critica letteraria e  alle recensioni d’arte, come l’articolo realizzato per la mostra di Renoir a Torino.

    Ci sono spazi specifici dedicati alla vita di classe e alla quotidianità della scuola?

    Come dicevo siamo solo all’inizio. Nell’editoriale, curato dalla redazione, è concentrata la maggior parte dei desideri dei ragazzi che vanno nella direzione di dare uno sguardo attento alla realtà della loro classe e della scuola. Lo spazio e le intenzioni per proseguire in questa direzione  ci sono. La priorità rimane quella di coinvolgere gli altri studenti del Sociale, parlando sia di cose serie sia di temi più “leggeri” come per esempio fare anche un po’ di gossip.

    In questo senso ho chiesto di avere già una proposta per i prossimi numeri, per capire  i punti  su cui caratterizzare di più l’identità di Social Time.

    Ci tengo a dire che questo numero è stato pubblicato grazie a un autofinanziamento da parte degli allievi impegnati nell’”impresa”, e ho già proposto alla Direzione dell’Istituto di prevedere un fondo per sostenere i costi  delle pubblicazioni future.

    Si possono già  fare anticipazioni sulle prossime uscite?

    Ascolteremo i ragazzi per capire se, alla soluzione cartacea, preferiranno quella digitale. Personalmente mi piacerebbe che si parlasse anche di temi come il ruolo e la funzione della Consulta Provinciale degli Studenti – che ha un compito fondamentale per cogliere il rapporto tra le realtà scolastiche e  la vita della città – e degli spazi di rappresentanza che gli studenti hanno all’interno della scuola e che non sempre sono valorizzati o utilizzati in modo efficace per la loro crescita come persone e come cittadini.

    Ritengo inoltre che Social Time si dovrà occupare necessariamente delle innovazioni proposte e realizzate in questi anni al Sociale, come il Liceo Scientifico Sportivo, la didattica con i tablet, i viaggi di studio all’estero, gli scambi con studenti di altre nazioni e anche le esperienze formative  legate alla spiritualità, altro anello prezioso della catena educativa proposta dai Padri Gesuiti.

    Sono molto fiducioso nell’impegno dei ragazzi e dei docenti che hanno dichiarato la disponibilità a collaborare per la redazione di Social Time. Attendo anche il contributo dei genitori degli allievi del Sociale: i loro pareri , le riflessioni,  le  osservazioni sui vari temi scelti dai ragazzi o proposti anche da loro, permetteranno  un confronto franco e diretto tra le varie componenti della comunità scolastica.

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