tecnologie

Incontro formativo con la Polizia Postale

5 Marzo 2017

Pochi giorni dopo il “Safer Internet Day”, la sera di giovedì 23 febbraio è avvenuto l’incontro annuale di formazione per i genitori degli allievi dei diversi plessi, tenuto dal Sost. Commissario Sandro De Vecchis del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino, riguardante il tema della prevenzione dei rischi informatici.

Tale evento si inserisce all’interno delle attività di media education del progetto sulle nuove tecnologie proposto dall’Istituto Sociale. L’educazione alla prevenzione e cura dei rischi informativi, infatti, costituisce un elemento importante per tutte le categorie di utilizzatori di strumenti elettronici e per chiunque navighi in rete. Per questo, da alcuni anni, l’Istituto propone incontri specifici di formazione, organizzati in collaborazione con la Polizia Postale, sia per gli studenti che per i genitori e per il personale.

Tale evento ha registrato anche quest’anno una massiccia partecipazione fondata proprio sulla convinzione condivisa che l’arma più efficace per la tutela dei ragazzi sul web sia la promozione di una nuova cultura della sicurezza.

Dopo una breve presentazione dell’operato della Polizia Postale (ente all’avanguardia nell’azione di prevenzione e contrasto della criminalità informatica), sono stati messi in evidenza i punti di debolezza della Rete, in particolare modo con riferimento alla sicurezza informatica.

“I dati disponibili e le esperienze maturate nelle scuole hanno mostrato che i bambini delle scuole primarie iniziano ad avere contatti con la rete internet e che per gli adolescenti rappresenta un valido strumento di crescita culturale solo se è sostenuto da una navigazione corretta, consapevole e critica.

L’obiettivo primario della Polizia è la difesa dei ragazzi in Internet attraverso servizi di monitoraggio per la ricerca di spazi virtuali clandestini. Più in generale il monitoraggio continuo focalizza l’attenzione sulla scoperta di siti e dinamiche che possano rappresentare fonte di pericolo nella navigazione dei più giovani.”

Durante l’incontro sono quindi state indicate le principali norme di sicurezza che gli adulti possono attivare per orientare i ragazzi nell’uso della rete, sono state fornite dettagliate informazioni riguardanti le novità nel campo del contrasto ai fenomeni negativi presenti nella rete, sono stati individuati e suggeriti alcuni comportamenti corretti da assumere nei confronti dei ragazzi in considerazione dei pericoli del web e della debolezza dei minori.

Attraverso l’uso di esempi pratici e di brevi video divulgativi, sono stati forniti numerosi suggerimenti concreti e operativi riguardanti l’utilizzo in sicurezza dei social network e la documentazione è stata arricchita anche da materiale multimediale.

Al termine dell’incontro sono stati forniti gli indirizzi e-mail per maggiori informazioni e per eventuali segnalazioni.

La sicurezza degli utenti del web

Le nuove tecnologie per l’educazione

26 Gennaio 2016

Colegio-Arenales-Congreso-Apple-3[1]You see things; and you say “Why?” But I dream things that never were; and I say “Why not?”
Con questa citazione di Robert Kennedy si è aperto a Londra l’Apple Education Leadership Summit 2016 a cui ha partecipato una delegazione della Fondazione Gesuiti Educazione, di cui facevano anche parte per l’Istituto Sociale il prof. Piero Cattaneo (quale Preside dei Licei e componente del Consiglio della Fondazione) e il prof. Francesco Venuti (in qualità di referente ITAS per l’Istituto).

Come educatori che cercano di preparare al meglio le generazioni del futuro ad affrontare un mondo e un lavoro che oggi non esistono ancora, siamo pienamente consapevoli dell’importanza della sfida che siamo chiamati ad affrontare. Grazie all’utilizzo della tecnologia, quale strumento per migliorare la nostra azione didattica ed educativa, è possibile stimolare maggiormente la creatività dei nostri studenti, liberare la loro immaginazione e aprire nuovi orizzonti. La tecnologia può aiutarci a rendere l’apprendimento più significativo, accessibile, rilevante e personalizzato. Con le tecnologie imparare può essere più piacevole e divertente, lo studente assume un ruolo più attivo e diventa maggiormente protagonista del suo percorso di crescita. Questi sono indubbiamente gli aspetti più positivi dell’introduzione delle nuove tecnologie nella scuola e, seppure non manchino anche aspetti potenzialmente negativi o di difficoltà, non si può non evidenziare come alcuni di questi elementi si coniughino in modo particolarmente efficace con le caratteristiche fondamentali della pedagogia ignaziana delle nostre scuole.

A Londra si sono alternati interventi più riflessione con momenti di confronto e laboratori pratici, simulazioni di lezioni e interventi didattici per studenti di ogni età e grado di istruzione in un contesto internazionale.

Particolarmente interessante è stata la presentazione di numerosi casi (“best practices”), sia italiani (soprattutto nella giornata di giovedì 21 gennaio) sia internazionali (venerdì 22 gennaio), i quali hanno tutti evidenziato come la sfida dell’inserimento della tecnologia in classe vada accompagnata da coraggio e creatività, in quanto non è qualcosa di automatico, ma richiede di “mettersi in gioco”, di sperimentare, di “provare”, di “giocare” e anche, inevitabilmente, di sbagliare e commettere degli errori.

Parole come “creativity”, “inspiration”, “immagination”, “curiosity” e “collaboration” hanno accompagnato questa full immersion di due giorni nelle tecnologie applicate all’educazione e hanno stimolato riflessioni, reazioni, confronti, opinioni. E’ stato interessante confrontarsi in uno scenario internazionale con colleghi provenienti da ogni parte del mondo, che affrontano, seppure in modo diverso, problemi e sfide che hanno una matrice comune e si presentano, in fondo, uguali in ogni parte del globo.

Ma è stato sottolineato anche, richiamando implicitamente degli elementi tipici della pedagogia ignaziana, come sia fondamentale partire dal vissuto personale del singolo docente, che “si mette in gioco”. Per questo motivo  l’introduzione delle nuove tecnologie e il cambiamento della didattica passano necessariamente da riflessioni su “Cosa sogniamo noi insegnanti? Cosa sognano i nostri alunni? Cosa sogniamo noi genitori per i nostri figli? Quale visione condivisa del mondo e della scuola ci portiamo dentro?”.

Non ci sono risposte preconfezionate, giuste o sbagliate. Siamo in cammino, in ricerca. L’importante è metterci in gioco e non fermarci. E le tecnologie possono essere uno stimolo e un aiuto significativo in questo percorso.

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