Dal Sociale alle Olimpiadi: l’incontro con Malan, Menicucci e Duranti
Novembre 21, 2024 Categoria: News, News Scientifico, News Liceo Scientifico sportivo, News Liceo classico, Attualità, Ex-alunni, In Primo PianoTre storie legate da due fili comuni: i cinque cerchi olimpici e l’Istituto Sociale.
Martedì 19 novembre 2024 sono tornati al Sociale per un incontro con le classi Giorgio Malan, Bronzo nel Pentathlon moderno alle Olimpiadi di Parigi 2024 che ha frequentato il Sociale dall’Infanzia al Liceo, Emma Virginia Menicucci, finalista nella staffetta nuoto 4×100 stile libero sempre a Parigi 2024 ed Ex Studentessa del nostro Liceo Classico, Giancarlo Duranti, nuovo direttore tecnico della Nazionale di Pentathlon moderno e Professore di Scienze Motorie del nostro Istituto per 40 anni.

A dare loro il benvenuto c’erano il Direttore Generale, padre Angelo Schettini SJ, i Coordinatori Didattici, Raffaella Polledro, Flavia Liggi e Luca Imperatore, i docenti di Scienze Motorie, Giorgia Palombi, Andrea Zarlenga e Davide Garbolino Riva.
Nel teatro della scuola i due atleti, che hanno scherzato sul fatto essere sul palco “quando qualche anno fa eravamo dall’altra parte, su quelle stesse poltroncine“, hanno dialogato con studenti e studentesse della Scuola Primaria, della Scuola Secondaria di I Grado e dei Licei, insieme al prof. Duranti che ha saluto i colleghi di tanti anni di docenza e ricordato i risultati sportivi dei due Ex Alunni.
Molte le domande degli attuali Alunni del Sociale, prima fra tutte: come si conciliano sport e studio, dato che entrambi erano già sportivi di alto livello durante gli anni al Sociale?
“Personalmente ho sempre avuto l’ambizione di portare avanti portare avanti in parallelo le carriere accademica e sportiva – racconta Menicucci – quindi ho sempre avuto una routine ben scandita per dare tempo e spazio a tutto, come faccio anche oggi che studio odontoiatria a Roma”. Inoltre “so che la carriera sportiva a un certo punto finirà, per questo una giornata deve sempre comprende studio e sport per costruire il proprio futuro in altri campi”.
Anche Malan ha sottolineato che “se si punta ad un’obiettivo, non ci sono sacrifici, ma scelte”. Ricordando i suoi anni di allenamenti pomeridiani e di studio dopo cena prosegue: “vi renderete conto che questi momenti a scuola sono una palestra e che sarà fondamentale avere un percorso parallelo allo sport. Fidatevi, non vi peserà se seguite sempre la vostra vera passione”. Attualmente è iscritto al corso di laurea in Economia e Management.


Tanta la curiosità di sapere cosa si prova a partecipare alle Olimpiadi.
Inizia il racconto Giorgio, oggi atleta delle Fiamme Azzurre: “la prima parte della gara non è andata bene, poi con lo fase dello scherma sono salito a metà classifica”. La tensione stava per giocare un brutto scherzo. “Mi ero però ripromesso prima di Parigi di tornare a casa senza rimpianti: per l’ultima serie allora ho pensato solo alla gara, non alle posizioni o ai piazzamenti”. Tanto che: “ho capito di aver vinto il Bronzo solo quando ho tagliato il traguardo”. Scherzando ci racconta anche che in molti momenti della finale non sentiva il suo stesso fiatone per il rumore della folla, cosa mai successa in altre competizioni.
Duranti ricorda che “una medaglia del genere mancava da 36 anni in Italia. E sono orgoglioso di aggiungere che l’ha vinta l’unico pentatleta ad aver conseguito un titolo europeo per ogni categoria, dall’under 17 alla senior”. Tutto è partito da Torino e lo spirito di impegno sviluppato negli anni è stato una delle chiavi del successo.
Per Emma Virginia, attualmente atleta del Centro Sportivo Esercito, arrivare alle Olimpiadi era il sogno fin da piccola. “Essere in una vasca di altissimo livello è impossibile da descrivere. Ricordo che vedevo sempre i cinque cerchi quando respiravo”. E Parigi ha affinato ulteriormente la capacità già consolidata di concentrazione: “su quel palcoscenico internazionale serve sicuramente la capacità di isolarsi, di vedere l’obiettivo”.


E dai liceali è arrivata anche qualche domanda sul villaggio olimpico.
Menicucci ci ha trascorso quasi una settimana: “sono sincera, ero talmente emozionata che avrei dormito per terra. Però mi sono trovata molto bene”.
“Vi confermo che c’erano i letti in cartone. Ma c’era anche un clima unico – racconta Malan – per esempio un giorno in mensa mi giro, e vedo che al mio fianco c’era Marcell Jacobs!”.
Ma allora non c’era nessuna ansia da prestazione?
Inizia Malan: “avevo certamente paura. Prima di tutto paura di deludere me stesso”. Ma questa ansia è una costante della carriera sportiva: “quando le cose vanno male, non solo in gara, è normale chiedersi se si è sulla strada giusta”. Un’incertezza che è il bello e il brutto di chi fa sport. “Quello che mi salva è che è la mia passione, lo farei nonostante tutto”.
Prosegue Emma Virginia: “prima delle Olimpiadi ero molto tesa perché avevo paura di deludere la bimba che ha sempre sognato di essere lì. L’atleta che c’è in noi vuole sempre dare il meglio, anche questo è difficile da gestire come aspetto in alcuni momenti”.
Ma questi momenti sono anche fonte di forza: “la crescita come persone e come atleti è dovuta sopratutto a momenti in cui siamo caduti, in cui non siamo riusciti” spiega Menicucci agli Alunni. “Le delusioni fanno parte del percorso e ringrazio che si siano state”.


Parlando di crescita personale, ripensano agli anni di studio al Sociale.
Malan parte dagli anni delle Medie: “negli anni ho provato tanti sport e non riuscivo a scegliere a quale dedicarmi”. Poi conosce il prof. Duranti, che gli propone di iniziare con il Pentathlon moderno, di cui ha fondato l’omonima ASD a Torino. “Così sono partito con la corsa e il nuoto, aggiungendo uno sport ogni due anni. Indescrivibile l’emozione per ogni novità”. Ha conseguito la Maturità scientifica nell’a.s. 2017/18, dopo aver iniziato il suo percorso al Sociale nel 2004.
Sugli anni del Liceo il prof. Duranti ricorda che “quando Giorgio ha iniziato la Scuola Secondaria di II Grado non c’era il Liceo Scientifico Sportivo vero e proprio, ma un Liceo Scientifico con una prima sperimentazione ministeriale con aspetti sportivi”. Una novità, a cui ha contribuito in modo importante sia per l’avvio, sia nella gestione nel corso degli anni. “Credo sia però più significativo sentire da chi ha frequentato cosa vuol dire essere atleti di alto livello, ma anche studenti responsabili”.
Menicucci ricorda il grande supporto del Liceo Classico: “i professori mi hanno capito e mi hanno anche dato la forza di proseguire, complimentandosi per i miei risultati sportivi”. Sottolinea la loro capacità di capire sogni degli studenti, che spesso non si limitano a un singolo aspetto della vita. “Posso anche dire che non è qualcosa di scontato, anzi è un valore importante del Sociale”. Lei ha conseguito la Maturità nell’a.s. 2020/21.


Allora cosa vi aspetta per il futuro?
“Tra un mese ci sarà il mondiale di vasca corta a Budapest” anticipa Emma Virginia. “Per me sarà qualcosa di relativamente nuovo, dato che sono più un’atleta da vasca lunga – prosegue – insomma, con le Olimpiadi non si finisce un percorso, ma ci sarà sempre qualcosa di nuovo da provare e tante sfide dietro l’angolo”.
Novità in vista anche per Giorgio: “a fine febbraio 2025 iniziano le gare per coppa del mondo, per cui dovrò prepararmi per il nuovo sport che sostituirà l’equitazione nel Pentathlon, cioè l’obstacle race, una tracciato ad ostacoli”.
E proprio parlando di futuro concludono il dialogo con gli Alunni.
“Capisco l’ansia per il futuro di voi studenti: la vivo ancora adesso”, spiega Menicucci. “Non dovete scegliere ora cosa fare da grandi, ma potete seguire più cose e dedicarvi a più attività, l’importante è farle tutte con impegno e amore”. L’ultimo consiglio è “continuate a difendere le vostre passioni”.
Malan ricorda: “portavo il termos con la pasta a scuola perchè le lezione finivano alle 13:45 e gli allenamenti iniziavano alle 14:00. Seguite le vostre passioni, ricorderete con gioia anche i momenti difficili”. Consiglia anche lui di portare sempre avanti sport e scuola in parallelo: “quello che si impara al Sociale me la porto ancora dentro ancora ora”.
E soprattutto “godetevi i momenti in classe!”.





